Traffico di droga, cresce l’interesse di Cosa nostra

Emerge l'attenzione per lo spaccio di sostanze stupefacenti. Riscontrati anche contatti con paesi stranieri. In diminuzione invece le rapine

ENNA. È il traffico di droga la nuova frontiera delle organizzazioni criminali in provincia di Enna. E all'interno di Cosa Nostra è in corso una fase di transizione: ultimamente, da queste parti, la fanno da padrone i mafiosi catanesi e nisseni. È quanto emerge dall'ultima relazione semestrale della Dia sulla criminalità organizzata, inviata al ministero degli Interni e al Parlamento. La relazione, che proviene dagli studi della Dia di Caltanissetta, è l'ultima disponibile, relativa al secondo semestre del 2011. «La provincia di Enna, che annovera le famiglie di Pietraperzia, Villarosa, Enna, Piazza Armerina e Barrafranca, si va a configurare come un'area funzionale agli interessi di cosa nostra nissena e catanese - scrive la Dia, rompendo, tra l'altro, le tradizionali ripartizioni mafiose riportate nelle sentenze, secondo cui Calascibetta, non Piazza Armerina, è sede della quinta storica famiglia mafiosa dell'Ennese - che ivi tentano di legittimarsi quali referenti alternativi, in assenza di una leadership unitaria». In questo comprensorio, Cosa Nostra «esprime le tipiche attitudini mafiose, finalizzate al controllo del territorio, mediante la pressione estorsiva e usuraria, unitamente a reiterati tentativi di infiltrare i pubblici appalti, anche mediante il ricorso ad alleanze con le vicine organizzazioni catanesi».
La Dia poi ricorda che i due storici boss di Cosa Nostra ennese Raffaele Bevilacqua e Gaetano Leonardo sono entrambi, attualmente, ristretti in carcere. E «sembra tuttora aperta la contesa fra elementi di gruppi diversi, desiderosi di acquisire il controllo sull'intera provincia». «In questa fase di transizione - prosegue la Direzione investigativa antimafia - in mancanza di una gestione unitaria, taluni personaggi provenienti dall'area catanese tentano di acquisire rilevanza, con il fine di sostituirsi ai vertici dell'organizzazione, a suo tempo tratti in arresto». Poi la relazione passa a esaminare la questione-droga. «L'operazione Belvedere, portata a termine il 23 novembre 2011 dai carabinieri di Enna - scrivono gli esperti - ha altresì fatto emergere l'interesse delle famiglie ennesi per il traffico di droga (di cocaina, ndr.). Le attività investigative, iniziate nel novembre del 2010, hanno permesso di disarticolare una pericolosa organizzazione operante a Barrafranca, con collegamenti nella stessa comunità barrese di Colonia, in grado di controllare un importante traffico di stupefacenti che, partendo dalla Germania, trovava come destinazione finale Barrafranca, ove l'organizzazione provvedeva al successivo spaccio in una vasta porzione della provincia di Enna».

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