Viaggi sessuali in Brasile: assolti titolari di agenzia

I responsabili, un nisseno e la moglie straniera, finirono sotto processo per prostituzione, ma adesso sono stati assolti

ENNA. Per la giustizia italiana non hanno commesso reati. Ma certo non ne escono bene: erano i clienti, disposti a spostarsi fino al Brasile a caccia di sesso a pagamento. Della loro imbarazzante posizione però sono stati chiamati a rispondere, anche se solo in un interrogatorio della polizia e in veste di testimoni. Ci sono decine di ennesi tra i clienti della società di Fortaleza, in Brasile, che dal 2003 al 2004 avrebbe organizzato vari viaggi di italiani all'Estero tramite due agenzie siciliane, a Caltanissetta e Palermo. E in Brasile, l'attività sessuale a pagamento degli italiani (e tra di loro anche di tanti ennesi) era talmente frenetica che i titolari delle agenzie, un nisseno e la moglie brasiliana, finirono sotto processo per reati legati alla prostituzione, che in certi casi riguardava anche ragazzine e ragazzini. Per i clienti non sono emersi reati.

La notizia del giorno, però, riguarda gli agenti di viaggio, che la Procura di Roma riteneva invischiati nel racket della prostituzione, ma sono stati assolti perché «il fatto non sussiste». Secondo l'avvocato Antonio Impellizzeri, difensore del nisseno Luigi Miraglia e della moglie brasiliana Angelica Ribeiro, i due agenti di viaggio, semplicemente, non c'entravano niente con la prostituzione: organizzavano i viaggi e davano supporto logistico ai clienti. Poi, quello che facevano in Brasile, era affar loro. Per l'accusa avevano rassicurato i clienti che una volta giunti in America Latina sarebbe stato "assolutamente agevole avere incontri sessuali con giovani ragazze brasiliane a bassissimo costo", ma dire questo, da quanto è emerso dal processo, significava solo conoscere i "luoghi". Nel corso del processo, infatti, pm, giudici e difese si sono spostati in Brasile, per interrogare poliziotti e giovani donne; e dal viaggio è emerso uno spaccato inquietante sulla prostituzione brasiliana. Ma nessun rapporto con le agenzie viaggi. All'epoca, partivano due voli a settimana da Roma verso Fortaleza, con scalo a Lisbona.

Le accuse da cui sono stati assolti i due, a vario titolo, era associazione a delinquere finalizzata al turismo sessuale e turismo sessuale in danno di minorenni. Miraglia, sottolinea il suo legale, ha fatto un anno di carcere a Roma, sei mesi ai domiciliari e un anno e mezzo di obbligo di dimora a Caltanissetta, mentre la donna un mese ai domiciliari e per due anni col divieto di espatrio. Il pm Pantaleo Polifemo aveva chiesto 7 anni per lui e 5 per lei. «I miei clienti hanno subito un danno economico ingentissimo, perché hanno dovuto chiudere l'agenzia turistica LM Tourist al centro di Fortaleza - spiega l'avvocato Impellizzeri - e poi, tornando in Italia, non hanno trovato lavoro. Questo processo è stato un caso emblematico di mala giustizia. Ho ricevuto mandato di chiedere un risarcimento per ingiusta detenzione e un risarcimento ulteriore per il danno patito dai miei clienti».

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