Fondi comunitari per Piazza: c’è l’accordo tra Comune e Parco

Sarà il Comune a istituire un capitolo in entrata per evitare che possano perdersi i fondi in arrivo per almeno tre progetti già finanziati: accoglienza dei turisti, favorire la mobilità e il progetto "Il vino di Polifemo"
Enna, Archivio

PIAZZA ARMERINA. Accordo tra Comune e Parco Archeologico per la gestione dei fondi destinati dal Ministero dei Beni culturali ai siti Unesco. Non disponendo il Parco ancora di una propria autonomia finanziaria sarà il Comune a istituire un proprio capitolo in entrata per evitare che possano perdersi i fondi in arrivo per almeno tre progetti già finanziati: il progetto di accoglienza dei turisti, quello per favorire la mobilità e il progetto "Il vino di Polifemo". Tutti e tra già approvati con altrettanti decreti ministeriali.
In particolare 100 mila euro sono stati già destinati dalle casse statali al cosiddetto "vino di Polifemo". Gustare a tavola lo stesso vino bevuto dai romani abitanti alla Villa Romana sedici secoli fa. Presto sarà possibile. Obiettivo della scommessa è individuare i vitigni autoctoni coltivati nel IV secolo nella zona del sito archeologico, per poi impiantarli vicino al sito Unesco e produrre vino con sapori e profumi il più vicino possibile a quelli del periodo in cui la dimora romana venne costruita e abitata.

L'iniziativa prende le mosse dalle analisi palinologiche effettuate sugli strati del sottosuolo del sito archeologico, utilizzando i più moderni strumenti offerti dalla scienza che studia i pollini e le spore. Studi effettuati dal dipartimento del museo di Paleobiologia e dell'Orto Botanico dell'università di Modena e Reggio Emilia. La relazione ha messo in evidenza tracce significative di polline che indicano la presenza nella zona di vasti vigneti. Lo studio verrà esteso al confronto con i vitigni impiegati attualmente in agricoltura per valutare quelli da impiantare in un terreno accanto alla Villa Romana e ottenere così un vino che più si avvicini a quello consumato nel quarto secolo avanti Cristo. Vino che sarà imbottigliato con un'etichetta in cui verrà riprodotto il marchio ufficiale del sito Unesco armerino.

Il Parco Archeologico per questo ha anche intenzione di coinvolgere l'istituto regionale della Vite e del vino, al quale affidare l'attività di divulgazione di tutta l'operazione, mentre gli studi finali verranno pubblicati per incrementare la conoscenza scientifica sull'agricoltura, la dieta e gli usi gastronomici del III-IV secolo tipici della zona. Il progetto sulla mobilità dovrebbe portare a servizio del sito pulmini destinati ai portatori di handicap con difficoltà motorie.

Il Comune ha già assunto l'onere di cofinanziare i tre progetti con un quota del 10 per cento, così come stabilito in una convenzione a suo tempo firmata e trasmessa al Ministero per i Beni e le attività culturali per accedere ai fondi previsti dalla legge 77 del 2006, il testo normativo che prevede misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani inseriti nella lista del patrimonio mondiale, posti sotto tutela dell'Unesco. Tutta la documentazione dovrà ora essere inviata al ministero. Rimangono in attesa di finanziamento, invece, altri progetti ritenuti importanti per mettere in comunicazioni il sito archeologico con alcune aree realizzate di recente all'esterno, come la strada di collegamento che dovrà unire area commerciale e parcheggi al nuovo ingresso dei mosaici. Un'infrastruttura sicuramente prioritaria rispetto ad altre, soprattutto per sbloccare la partenza di alcuni servizi.

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