Emergenza rifiuti, poco personale e la Protezione civile allarga le braccia

Il dirigente: i sopralluoghi sono stati fatti, ma poi ci vuole chi istruisca le pratiche e faccia scattare le procedure

ENNA. Poco personale per istruire le pratiche ed effettuare i sopralluoghi. Protezione civile comunale oberata dalle carte sulla scrivania del dirigente responsabile e nell'impossibilità di poter dare risposte immediate ai problemi del territorio. Le tonnellate di roba vecchia abbandonate per strade, con ormai quattro discariche a cielo aperto in pieno centro urbano, stanno facendo emergere le difficoltà operative vissute dal settore guidato dal geologo Mauro Mirci.

I rifiuti in giro per la città rimangono al loro posto, nonostante segnalazioni continue dei cittadini. Almeno tre tonnellate di pneumatici, elettrodomestici, water, vecchi mobili, materassi e detriti scarti dell'edilizia, ma anche molti quintali di eternit che richiederebbero l'intervento di una ditta specializzata. In via Giacinto Lo Giudice, accanto al quartiere Castellina, in via Manzoni, all'ingresso sud della città, e in via Libero Grassi, nel piazzale accanto ai cassonetti della raccolta dei rifiuti solidi urbani. A queste si aggiunge anche la grande quantità di rifiuti che si sta accumulando nella pineta di contrada Arenazzo. I sopralluoghi, come conferma il dirigente, sono stati fatti, ma poi ci vuole qualcuno che istruisce i fatti, mette nero su bianco le relazioni e fa scattare le procedure previste dalla legge.

Ma i fronti su cui lavorare ogni giorno sarebbero troppi, mentre le mani e le teste con cui far quadrare tutte le pratiche sarebbero troppo poche. Il pensionamento dalla guida del settore dell'ormai ex dirigente Walter Procaccianti, uno dei più esperienti funzionari di vecchia data della macchina comunale, ha di fatto moltiplicato i faldoni di documenti depositati sulla scrivania del successore di Procaccianti, il geologo Mirci. Il personale del settore non sempre avrebbe esperienza e competenza per affrontare tutte le situazioni, inoltre una certa dose di comprensibile demotivazione legata all'incertezza delle stabilizzazioni non aiuta di certo il momento.Il dirigente Mirci non solleva alcuna polemica aperta, non punta il dito contro nessuno, ma certo non sarebbe contento di una situazione di oggettiva difficoltà a mandare avanti la mole di lavoro che si accumula nel suo ufficio, al primo piano di via Generale Muscarà. Le piogge pesanti dei prossimi giorni, in un territorio extraurbano che ogni anno manifesta diverse criticità con tante piccole micro-frane sparse a macchia di leopardo, potrebbero metter in ginocchio ancora di più la macchina della Protezione civile.

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