Niente alimenti al figlio, sei mesi a imbianchino

Doveva versare alla moglie 150 euro al mese

ENNA. Si separa dalla moglie e se ne infischia del figlioletto di soli due anni, non versando l'assegno mensile e smettendo pure di incontrarlo.
Il giudice monocratico Giovanni Milano ha condannato a sei mesi di reclusione e seicento euro di multa, pena sospesa, un padre di 35 anni, A.S..
Dell'uomo, un imbianchino condannato per violazione degli obblighi di assistenza familiare nei confronti del figlio, si omettono le generalità per esteso perché il bimbo oggi ha solo dieci anni, ma a denunciarlo fu la sua ex moglie.
La giovane sporse denuncia-querela riferendo della storia col marito, all'epoca ventisettenne.
La loro storia era finita, al punto che lei si era decisa anche a chiedere la separazione. Il presidente del tribunale, in quel procedimento, dispose che il giovane corrispondesse un assegno di 150 euro al mese, per aiutare l'ex moglie a sostenere le spese per il bimbo. Ma lui non avrebbe mai pagato.
Alla penultima udienza, in aula, depose anche la donna, che definì l'ex marito "latitante", chiaramente in relazione ai rapporti col figlioletto, confermando che lui, l'assegno di mantenimento, non l'aveva mai pagato.
In quell'udienza, così, il pm chiese anche di modificare l'imputazione, aggiungendo il fatto che, nel 2012 - e dunque dal tre marzo 2004 sino al giorno di quell'udienza - lui non aveva mai pagato l'assegno.
Per questo il giudice ha inflitto all'imputato 6 mesi, condannandolo pure al pagamento delle spese processuali, ma concedendogli la condizionale, anche perché si tratta di un giovane incensurato. Le motivazioni della sentenza saranno note entro i prossimi novanta giorni, poi inizieranno a decorrere i termini per eventuali ricorsi in appello.

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