"Manifesto selvaggio" a Piazza: fioccano le contravvenzioni

Sarà la Prefettura a decidere l’entità delle sanzioni elevate. Si va da un minimo di 103 euro ad un massimo di 1.032 euro
Enna, Archivio

PIAZZA ARMERINA. Fioccano le multe per la campagna elettorale che ha preceduto le elezioni regionali dello scorso fine ottobre. La polizia municipale piazzese ha contestato a 9 candidati al parlamento regionale la violazione amministrativa per avere disposto l'affissione di manifesti di propaganda elettorale al di fuori dagli spazi che il Comune aveva destinato allo scopo.

I verbali di accertamento per 393 manifesti affissi abusivamente, così come confermato dal comandante della polizia municipale Paolo Gabrieli, sono stati trasmessi alla Prefettura di Enna, competente a determinare l'entità della sanzione amministrativa. «Le sanzioni previste per questo tipo di violazione vanno da un minimo di 103 euro ad un massimo di 1032 euro», dice il comandante Gabrieli.

In base alla gravità delle violazioni valutata e riconosciuta dall'ufficio di Governo, quindi, dovrebbe essere commisurata l'entità delle sanzioni caso per caso. Nel corso della campagna elettorale erano state numerose le proteste da parte dei cittadini, anche attraverso blog, facebook e email, con tanto di relazioni fotografiche, per il modo indiscriminato con il quale i manifesti elettorali comparivano giorno dopo giorno sui tantissimi muri della città, anche sulle cabine telefoniche.

Un poeta locale, ironizzando, ma non troppo, aveva anche dedicato una poesia in dialetto sui «muri che piangono», con riferimento ai tanti manifesti attaccati all'interno del quartiere Monte, nel cuore del centro storico armerino. Proteste che avevano poi portato ad una serie di controlli.

Gli accertamenti delle violazioni sono stati contestati ai candidati Paolo Colaianni per 119 manifesti affissi abusivamente, Sinuhe Curcuraci per 80, Mario Alloro per 55, Maria Luisa Lantieri per 32, Giuseppe Bonanno per 26, Angelo Ferrigno per 26, Alessia Di Giorgio per 21, Elvira Farruggio per 16, Nella Benintende per 4 e altrettanti per Marco Incalcaterra.

«Nel corso dei nostri controlli abbiamo pure potuto constatare come ci siano stati altri candidati, invece, che hanno tenuto un comportamento più corretto, speriamo che la prossima volta la situazione possa migliorare», conclude il capo dei vigili. Adesso i singoli candidati sanzionati potranno decidere se contestare nelle sedi opportune le multe, rivendicando la propria estraneità ai fatti contestati dai vigili urbani della città dei mosaici. In realtà occorre sottolineare come il fenomeno del far west dei manifesti elettorali si verifica puntualmente ad ogni campagna elettorale.

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