"Enna nostra" si rimette in marcia dopo un decennio di assenza

Ritorna l’occhio vigile sul perimetro cittadino che intende utilizzare tutti i percorsi per migliorare la vivibilità

ENNA. Primo impegno per Enna Nostra dopo la ripresa dell'attività ferma da oltre un decennio. Una delegazione guidata dal presidente Paolo Parrino e dal consigliere Franco Longo ha effettuato un sopralluogo nei due monumenti simboli. Castello di Lombardia e Torre di Federico. Riguardo l'antico maniero il lavoro da fare è molto ma c'è anche un'emergenza da considerare, la parete della torre pisana si sta sgretolando. Per adesso nulla di catastrofico, ci mancherebbe, ma i primi segnali ci sono.

«In effetti la parete soffre - dice Parrino, che anche un ingegnere e quindi ha la professionalità giusta per analizzare compiutamente tali problematiche - sono necessari interventi». Ma lo stesso presidente tiene a sottolineare che «Enna Nostra non rinasce per sostituirsi all'amministrazione comunale o essere quasi d'impaccio, noi vogliamo semplicemente rilevare le negatività di cui soffre la città e portarle all'attenzione del Comune». Insomma una funzione di monitoraggio e stimolo.

«Siamo partiti dal Castello di Lombardia e dalla Torre di Federico perchè sono i due monumenti emblematici della città e vogliamo che ritornino ad essere dei salotti. Mettiamo in campo professionalità ed attenzione». Un occhio vigile sul perimetro cittadino che intende utilizzare tutti i percorsi per migliorare la vivibilità della città. «In questo senso - conclude Parrino - abbiamo intenzione di organizzare anche mostre fotografiche e di pittura».

Franco Longo individua una prima strada da seguire per la valorizzazione dei monumenti: «Bisogna sviluppare la professionalità riguardo l'utilizzo dei fondi europei». Questo per quanto riguarda un futuro più o meno lontano, per l'immediato è un altro discorso. «Ogni cittadino deve impegnarsi a sporcare di meno e la politica in quest'occasione avrebbe potuto dare un esempio eliminando l'affissione selvaggia. Una bruttura che resta per mesi dopo la fine della campagna elettorale». A questo riguardo però ci sarebbero dei primi segnali positivi.

«Il deprecabile fenomeno del manifesto selvaggio - dice il comandante dei Vigili urbani Gaetano Campisi - si è fortemente ridimensionato e lo abbiamo tenuto sotto osservazione». Il Comune non ha inteso attivare atti repressivi come ha fatto invece Piazza Armerina che ha segnalato alla Prefettura oltre cento infrazioni. Ha voluto coinvolgere i partiti per limitare il fenomeno. Ed infatti in questa campagna elettorale il sindaco Paolo Garofalo e la sua giunta hanno attivato una squadra pronta a coprire le segnalazioni di affissioni abusive. È stato un primo segnale per riportare il tutto alla normalità e ridimensionare il fenomeno. Molto ha fatto la Prefettura che in questo lavoro ha coinvolto anche la Polizia.

E i risultati dicono una riduzione delle affissioni selvagge, che ancora però sono troppe, e meno muri devastati. Fra pochi mesi è in programma la campagna elettorale per le elezioni nazionali e l’amministrazione spera di fare un altro passo avanti in questo senso.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Enna: i più cliccati