Romena scomparsa, auto ai raggi X: "Il sangue è umano"

Il leonfortese Giuseppe Chiavetta accusato dell'omicidio di Violeta Coreou, ma il corpo non è stato trovato. Trascorrerà la domenica in carcere, domani sarà di fronte al gip.

LEONFORTE. È sangue umano quello trovato nella macchina di Giuseppe Chiavetta, il disoccupato leonfortese di 43 anni sottoposto a fermo dai carabinieri e accusato dell'omicidio della sua ex Violeta Coreou, rumena di 35 anni. Il corpo non è ancora stato trovato, ma i carabinieri sono convinti che Chiavetta l'abbia ammazzata e poi abbia fatto sparire il corpo.

La notizia del giorno è che la tecnologia potrà dare una grossa mano alle indagini, perché il dna rinvenuto è sufficiente a effettuare la comparazione: si potrà dire senza dubbio se il sangue rinvenuto all'interno della Fiat Punto - che Chiavetta aveva cercato invano di rottamare - appartenga o no a Violeta. I carabinieri poi hanno sequestrato indumenti e altro materiale che contiene tracce della donna: così si potrà fare la comparazione senza dover andare in Romania per acquisire quello dei suoi congiunti.

Il comandante provinciale dell'Arma Baldassare Daidone, che ha diretto le indagini del capitano Michele Cannizzaro e del maggiore Giovanni Palatini - sotto il coordinamento del procuratore di Nicosia Fabio Scavone e il sostituto Fiammetta Modica - sottolinea che per il momento non si può neanche dire se il sangue rinvenuto appartenga a un uomo o a una donna, ma nei prossimi giorni le rilevazioni del Ris di Messina cancelleranno ogni dubbio.

Intanto Chiavetta, portato in prigione venerdì notte, trascorrerà la domenica in carcere. Domani alle 9 comparirà di fronte al gip Marco Carbone per la convalida del fermo ordinato dalla Procura.
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