Bilancio nero per il settore edile: persi 250 posti

Infatti, secondo i dati della Cassa Edile l'ente bilaterale tra imprese e sindacati che assiste da un punto di vista previdenziale i lavoratori del settore, ad oggi regolarmente dichiarati dai loro datori di lavoro in tutto il territorio provinciale ci sono poco più di 2100 addetti

ENNA. Un altro settore in profonda crisi. È quello del comparto edile dove in provincia nell'ultimo anno si sono persi oltre 250 posti di lavoro ma che rischiano di quasi raddoppiarsi entro la fine dell'anno.
Infatti, secondo i dati della Cassa Edile l'ente bilaterale tra imprese e sindacati che assiste da un punto di vista previdenziale i lavoratori del settore, ad oggi regolarmente dichiarati dai loro datori di lavoro in tutto il territorio provinciale ci sono poco più di 2100 addetti, quasi 250 in meno rispetto allo scorso anno. Una emorragia di posti di lavoro che ormai va avanti così da diversi anni e che sembra non arrestarsi. Ormai in provincia di Enna non si appaltano importanti lavori pubblici da tempo e quelli che ci sono vanno verso il completamento o alla sospensione per mancanza di risorse economiche come due cantieri in territorio di Nicosia riguardanti la Nord-Sud, dove si rischia che entro natale possano rimanere a casa oltre 150 persone impegnate direttamente nei cantieri senza contare tutti quelli che potrebbero perdersi nell'indotto. Ed ancora il prossimo 13 dicembre saranno sospesi dall'impresa Consorzio Stabile Infrastrutture del gruppo veneto Maltauro anche una decina di lavoratori che operano nella manutenzione della messa in sicurezza della famosa galleria Juculia tra Enna e Piazza Armerina che dovrebbe portare l'acqua del torrente Scioltabino all'interno della diga Olivo, i cui lavori sono iniziati all'inizio degli anni ’80, costati centinaia di miliardi delle vecchie lire, ma ancora non completati e che addirittura rischiano di rimanere incompleti.
Ma ancor più paradossale, secondo dati forniti dall'Ance provinciale, numerose imprese edili ennesi si trovano sul lastrico perchè malgrado abbiamo effettuato dei lavori per la pubblica amministrazione vantano da questi crediti per oltre 16 milioni di euro. Quindi una situazione che va diventando sempre più insostenibile e in cui non si intravede una via d'uscita. Ed in questo momento di emergenza parte datoriale, in questo caso l'Ance, e parti sociali, si trovano in perfetta sintonia a mettere in campo tutte quelle iniziative volte alla ripresa del settore come la richiesta alle istituzioni pubbliche preposte ad avviare di una imponente campagna di infrastrutturazione del territorio, in particolare nel settore della viabilità, in modo da creare posti di lavoro, ma anche alla richiesta agli enti morosi di adempiere al loro dovere, ovvero pagare i debiti nei confronti delle imprese.

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