Trasporto pubblico al collasso Rischiano di saltare le fermate

Niente contributi dalla Regione, si potrà resistere fino a giugno
Enna, Archivio

ENNA. Un settore che cerca di andare lo stesso avanti con grosse difficoltà. È quello del settore del trasporto pubblico locale che in provincia di Enna conta circa 500 addetti per la maggior parte concentrati nelle due grandi aziende con sedi a Enna ma di carattere regionale come la Sais Autolinee e l'Interbus. Infatti come tutte le altre aziende siciliane del settore a causa della crisi, queste non solo hanno avuto decurtato del 20 per cento il contributo che la Regione eroga loro per svolgere il servizio malgrado i costi negli ultimi anni si siano quintuplicati ma ad oggi, malgrado la normativa regionale in materia preveda che il contributo sia saldato ogni tre mesi anticipati e quindi dovrebbe essere la prima trimestralità del 2013, anche con il taglio i contributi regionali sono fermi allo scorso aprile con qualche speranza che nelle prossime settimane si possa arrivare a giugno.
Ma ad ogni modo la situazione per tutte le aziende del settore è diventata insostenibile con il rischio che le aziende per adesso potrebbero avere problemi pagare gli stipendi e tredicesime ma che nel prossimo futuro se la pesante situazione dovesse persistere si corre il rischio che vengano rivisti al ribasso i servizi erogati e quindi il taglio di diverse tratte con la conseguenza che si possa anche essere un ridimensionamento della forza lavoro anche se fortunatamente per adesso almeno per quanto riguarda le due aziende ennesi questa evenienza viene scongiurata. «La situazione per tutto il nostro settore è diventata molto difficile - commenta Antonio Graffagnino presidente della Sais Autolinee nonché presidente regionale dell'Anav l'associazione che raggruppa tutte le aziende private siciliane del settore - non solo i corrispettivi ci sono stati decurtati del 20 per cento mentre solamente per il carburante il costo di gestione per le aziende del settore è notevolmente lievitato, ma rispetto a quanto prevedono le normative regionali in materia la Regione nei confronti delle aziende è indietro nei pagamenti di quasi un anno. Le aziende stanno cercando di resistere ed andare avanti a fronte di tanti sacrifici finanziari. Ma continuando così non so per quanto tempo riusciranno a resistere senza prendere drastici provvedimenti».

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