Barrafranca, passeggiata per rifornirsi di cocaina: arrestato un dipendente comunale

In auto ne aveva all'incirca 18 grammi. E a casa sua trovati gli strumenti idonei a trasformarla in «crack»

ENNA. Da tempo la squadra mobile gli stava addosso, perché erano arrivate delle segnalazioni alla sezione antidroga. Un insospettabile dipendente dell'ufficio tecnico comunale, Antonio Gueli di 48 anni, è stato arrestato con l'accusa di trasporto e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Quando lo hanno individuato mentre rientrava in paese dopo una «passeggiata» di pomeriggio, i poliziotti hanno deciso di intercettarlo, a metà fra Pietraperzia e Barrafranca, cogliendolo in flagrante: era stato quasi certamente a rifornirsi di cocaina. Ne aveva all'incirca 18 grammi. E a casa sua aveva pure gli strumenti idonei a trasformare la polvere bianca in «crack».

L'arresto è un'attività degli agenti della squadra mobile, diretti dal vicequestore Giovanni Cuciti e dal commissario capo Claudio Pucci. I poliziotti erano usciti con le autocivetta per un servizio di pattugliamento antidroga. L'auto di Gueli proveniva dal Nisseno, gli inquirenti non sanno esattamente da dove. Sta di fatto che una pattuglia gli si è affiancata e gli agenti gli hanno mostrato la paletta. Lui si è fermato. Nel portaoggetti accanto al freno a mano hanno trovato, nel corso di una perquisizione, un involucro di cellophane bianco con sedici grammi di "neve", poi dentro un borsello sul sedile c'era un pacchetto di sigarette con ritagli di carta stagnola e cellophane, delle lamette ancora nuove e un involucro di carta stagnola contenente cocaina, più o meno mezzo grammo. Sul tappetino in una busta altri ritagli di carta stagnola, lamette con tracce di coca, accendini, una bomboletta di gas (per accendini), un bilancino elettronico di precisione, un coltello e un cucchiaio da cucina intrisi di coca; oltre a un flacone parzialmente usato di ammoniaca. Un altro grammo di cocaina era nel cofano. A casa, poi, oltre alla scatola del bilancino elettronico, è stato trovato un coltello a serramanico con lama visibilmente annerita e intrisa di sostanza marrone, quasi certamente hashish. La polizia a quel punto ha sequestrato tutto, contestandogli il trasporto e la detenzione ai fini di spaccio di cocaina. Poi lo hanno portato in carcere, in considerazione del quantitativo, che la polizia ritiene "ingente", dei modi con cui era stata nascosta la droga, della presenza del bilancino, del coperchio, delle lamette, tutto quanto serve a suddividere la droga in dosi. Inoltre, un flacone di ammoniaca e una bomboletta di gas è quanto serve per trasformare la cocaina in crack. Secondo gli uomini del dirigente Cuciti, la droga, una volta tagliata e confezionata, avrebbe consentito di farne cinquanta dosi; con cui guadagnare, vendendole al dettaglio, fino a 2.500 euro.L'indagine è diretta dal pm Paola D'Ambrosio.

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