Tempi lunghi per la sede del liceo Colajanni «Locali pronti solo dopo settembre»

Pochi giorni fa si è conclusa la procedura di assegnazione dell’appalto e la consegna dei lavori all’impresa

ENNA. I lavori di completamento della sede storica del liceo classico Colajanni sono stati appaltati, ma i tempi, per riportare dopo sei anni i ragazzi alla loro scuola in via Roma 388, potrebbero essere più lunghi del previsto. Dopo due mesi e ben nove verbali è arrivata l’aggiudicazione provvisoria dei lavori alla Aemme srl di Favara che ha battuto novanta imprese provenienti da mezza Italia. I tempi per l’aggiudicazione, spiegano gli addetti ai lavori, sono dovuti all’alto numero di imprese provenienti e a varie ragioni tecniche; e comunque rientrano perfettamente nella norma. Sta di fatto che l’assegnazione dal 26 settembre è arrivata pochi giorni fa. Dal momento della consegna, la ditta appaltatrice ha nove mesi di tempo per finire i lavori. In questo modo, cominciando entro fine dicembre, dovrebbero chiudere il cantiere fra agosto e settembre. E se così fosse allora l’anno prossimo, come previsto dal vicepresidente Antonio Alvano, i ragazzi potranno finalmente rispondere al primo appello nella loro scuola. Ma tutto resta appeso ai lavori, che non devono subire sospensioni o interruzioni e che devono durare esattamente quanto previsto dal bando o qualcosa in meno. Certo non di più. Per questi lavori al Colajanni, la Provincia ha stanziato mezzo milione di euro e bandito una gara da 481 mila euro. L’aggiudicataria ha offerto un ribasso del 27,21 per cento rispetto all’importo a base d’asta: i lavori dovrebbero costare almeno centomila euro in meno di quanto previsto. Che questo anno scolastico, per i ragazzi del preside Angelo Moceri, sarebbe proseguito all’ex comando dei vigili, era già previsto. La sede storica è chiusa per manutenzioni straordinarie oltre sei anni fa: c’erano soffitti poco sicuri e bisognava adeguare l’istituto alle norme antisismiche. Per gli studenti da allora è iniziata un’autentica odissea: prima sono stati dislocati all’ex Coreco di via Bagni, struttura che si è rivelata subito stretta e poco idonea; poi all’ex comando dei vigili, locale dove non hanno una palestra e le cui aule sono state ritenute sin dall’inizio troppo strette dai ragazzi. 

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