Area commerciale di Villa Romana: sciopero dei venditori di souvenir

A partire da venerdì gli esercenti saranno in sit-in all'interno dell'atrio Fundrò, sotto il palazzo comunale

PIAZZA ARMERINA. Tre giorni di sciopero e proteste contro l'attuale sistemazione della nuova zona commerciale della Villa Romana del Casale. A proclamare lo stato di agitazione dei trenta venditori di souvenir del sito Unesco e ad indire i primi tre giorni di sit in i due sindacati di categoria, Fiva Confcommercio e Anva Confesercenti. Il 4, 5 e 6 gennaio gli operatori commerciali terranno un presidio con cartelloni e striscioni dalle 9 alle 20 all'interno dell'atrio Fundrò, proprio sotto il palazzo comunale. E si tratterebbe solo di una prima tranche di proteste annunciata dalle due sigle sindacali. «Visto il perdurare dello stato di grave incertezza sull'intera vicenda del trasferimento del mercato giornaliero della Villa Romana nell'area commerciale di recente realizzazione e i criteri che l'amministrazione comunale ha inteso intraprendere per l'assegnazione dei box-stand in legno attraverso il bando pubblico, riteniamo necessario proclamare lo stato di agitazione permanente, a tutela del diritto al lavoro e del mantenimento dei diritti maturati dagli operatori commerciali in anni di lavoro», spiegano Filippo Villareale, vicepresidente provinciale Fiva, e Salvatore Bonanno, presidente provinciale dell'associazione nazionale venditori ambulanti aderente alla Confesercenti. Nel mirino dei due sindacati e dei venditori di souvenir soprattutto il recente bando pubblico con cui l'ufficio Commercio ha previsto l'assegnazione di 26 posti all'interno della nuova zona dedicata al merchindising nel sito archeologico. La nuova area commerciale, costata 6 milioni di euro insieme alla realizzazione dei parcheggi, non è stata di fatto mai utilizzata dalla sua costruzione, rimanendo un villaggio fantasma da circa due anni. I sindacati promettono battaglia, dicono che non si fermeranno nella protesta fino a quando la sistemazione definitiva non verrà risolta con «procedure trasparenti, efficaci e non lesive della dignità e delle aspettative lavorative degli operatori». Numerosi i punti contestati, dal canone di locazione di 200 euro al mese ritenuto eccessivo, dalla garanzia fideiussoria troppo alta, passando per il mancato cambio delle licenze da C ad A e per i criteri di assegnazione dei punteggi che non garantirebbero nel modo giusto chi da anni lavora alla Villa Romana. Su alcuni di questi temi nelle settimane scorse oltre una decina di operatori commerciali aveva anche depositato un esposto alla Procura di Enna. Anche le condizioni del sito commerciale non convincono i titolari delle bancarelle, a causa soprattutto della pavimentazione sbriciolata, la poca ombra, la mancanza di un'adeguata strada di collegamento all'area archeologica e la non soluzione al tema dei percorsi turistici in entrata e uscita al sito Unesco.

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