Rifiuti, funziona la tecnica del «baratto» In 15 giorni il 5 per cento all’ecopunto

Il centro prende gli speciali e da in cambio generi alimentari: oltre 7 mila e 200 chili il frutto della raccolta
Enna, Archivio

ENNA. Sono poco meno di 1400, in pratica il 5 per cento dell'intera popolazione, gli utenti che nel giro di due settimane usufruiscono della bottega del baratto dell'Ecopunto attivato dallo scorso 15 dicembre nel capoluogo. L'Ecopunto è un centro di raccolta di frazione secca di rifiuti differenziati in cui alla gente viene dato in cambio dell’immondizia conferita generi alimentari di prima necessità.
Allo scorso 29 dicembre gli utenti registrati erano 344 per la maggior parte famiglie. E facendo una media di 4 persone per nucleo famigliare i conti sono presto fatti. Un trend di crescita costante quello dell'Ecopunto che nel giro di due settimane ha raccolto oltre 7 mila e 200 chili di frazione secca di rifiuti di cui 4 mila nella prima settimana come carta, cartone, plastica, alluminio e vetro. Un risultato che non può che lasciare soddisfatti i responsabili della cooperativa Liberambiente Enna che lo gestisce e che ha portato l'Ecopunto a superare nei numeri la raccolta differenziata di frazione secca "porta a porta" operata da Ennaeno che nelle due zone di Enna dove viene svolta in via sperimentale si attesta in poco meno di 400 chili giornalieri. «Eravamo molto ottimisti sulla riuscita del progetto - commenta Stefano Di Vita - ma stiamo andando al di la di ogni più rosea aspettativa. I numeri crescono di giorno in giorno. Tanto per farvi un esempio se nella prima settimana da lunedì e sabato mattina abbiamo raccolto circa 4 mila e 200 chili di rifiuti (una media di circa 750 chili al giorno) nella scorsa settimana considerando che di fatto abbiamo lavorato solamente per 3 giorni ne abbiamo raccolto poco meno di 3 mila quindi quasi 1000 chili giornalieri. Ma siamo convinti che questi numeri aumenteranno ancora». Stefano Di Vita commenta però il fatto che contestualmente alla raccolta i soci della coop stanno effettuando anche una sorta di formazione ed educazione ai cittadini».

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