Ospedale Chiello a rischio chiusura, Piazza Armerina torna a protestare

Nigrelli si oppone al trasferimento di 6 ostetrici all’Umberto I. Il direttore Baldari: «Solo per carenza di personale»

PIAZZA ARMERINA. Comitati e sindacati si mobilitano per far sentire la propria voce al sit in previsto domani mattina davanti alla sede della Prefettura di Enna per tutelare il futuro dell'ospedale Chiello. La macchina organizzativa insieme a quella istituzionale ha fatto il punto della situazione venerdì pomeriggio, alla Sala delle Luci del palazzo comunale, nel corso di un incontro al quale ha preso parte anche il vice presidente dell'assemblea regionale siciliana Antonio Venturino, deputato piazzese del Movimento Cinque Stelle. L'esistenza stessa del presidio sanitario è tornata a preoccupare la città. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, innalzando in pochi giorni il livello di preoccupazione e tensione attorno al futuro del Chiello, la decisione della direzione sanitaria aziendale di disporre il trasferimento d'urgenza di sei ostetrici all'ospedale Umberto I di Enna. «Determinando di fatto la chiusura totale del reparto di Ostetricia e ginecologia del Chiello» spiega il sindaco Nigrelli, in una nota inviata al direttore dell'Asp Nicola Baldari con cui ha chiesto la revoca immediata del provvedimento, lamentando «una violazione degli impegni assunti». Un trasferimento, come sottolineato da Baldari nella risposta al primo cittadino, resosi necessario «per supplire alla carenza temporanea di personale, al fine di garantire i turni». Il consigliere Carmelo Gagliano, presidente della commissione Sanità, in un documento inviato a Palermo, ha sottolineato alcune criticità su cui si attendono ancora risposte: «Come nel caso della riapertura del servizio di endoscopia digestiva, chiuso dal mese di maggio 2012 per il pensionamento del responsabile, sono stati pubblicati gli atti aziendali che prevedono l'istituzione del servizio di Endoscopia distrettuale, con la presenza di tre sanitari, ma a tutt'oggi non viene attivato».  Anche la mancanza di cardiologi e radiologi a sufficienza agitano ulteriormente il clima. I sindacati, Cgil, Uil, Cisl, Usb e Cobas hanno proclamato lo stato di agitazione, il comitato Pro Chiello ha già fatto partire la macchina della mobilitazione popolare. Insomma il clima attorno al Chiello torna fortemente incandescente. Appena qualche settimana fa una delegazione armerina aveva incontrato a Palermo l'assessore alla Salute Lucia Borsellino chiedendo piena attuazione al piano aziendale vigente che riguarda l’ospedale Chiello. Domani mattina alle 10 il sit in, poi, sempre in mattinata, parti istituzionali, sindacali e comitato dovrebbero essere ascoltati dal Prefetto Clara Minerva, il cui staff è stato già contattato nei giorni scorsi.

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