Ato rifiuti, il tribunale blocca il pignoramento dei beni

La Serit vanta un credito di dieci milioni. Per i giudici l’impianto di compostaggio non può essere tolto alla società d’ambito
Enna, Archivio

ENNA. Il pignoramento è temporaneamente congelato, ma il 21 gennaio sarà battaglia legale fra la Serit e l'Ato rifiuti.  L'oggetto del contendere è il debito da quasi dieci milioni di euro che la società d'ambito per i rifiuti Enna Euno spa avrebbe nei confronti della società di riscossione, relativi a spettanze vantate dalla Serit e che non sarebbero pagate dalla società Enna Euno. La Serit per recuperare il credito aveva messo all'asta il centro di compostaggio dei rifiuti di Enna e il centro intercomunale di raccolta differenziata: erano state fissate delle date, in cui si sarebbero dovuti mettere all'asta i beni per venderli al migliore offerente, e soddisfare così le spettanze della società creditrice.

Ma il pignoramento, come detto, per ora è stato sospeso dal tribunale di Enna, che ha accolto la tesi del legale dell'Ato, l'avvocato Salvatore Timpanaro del foro di Nicosia, definendo "impignorabili" i beni in questione. La decisione poi fu confermata dal tribunale collegiale.
Il 21 gennaio l'udienza si svolgerà di fronte al giudice monocratico Calogero Commandatore, al fine di trattare l'opposizione all'esecuzione promossa proprio dall'avvocato Timpanaro per conto della società Enna Euno, sul pignoramento. Nella fase cautelare, in sostanza, i giudici hanno accolto la tesi della società d'ambito in liquidazione per i rifiuti, secondo cui i beni pignorati erano essenzialmente destinati al ciclo integrato dei rifiuti e, infatti, sui terreni pignorati la società ha realizzato, o ha in fase di avvio un centro per la differenziata e un impianto di compostaggio. "In pratica per tutta la durata della causa civile il pignoramento resterà sospeso e la Serit non potrà procedere alla vendita all'asta", sottolinea l'avvocato Timpanaro. Adesso però si passa alla fase di merito.

"Il tribunale, con grande efficienza e tempestività - ha aggiunto il legale - ha paralizzato un'azione esecutiva caduta su beni impignorabili, affermando un principio di diritto molto importante, per il quale, i beni destinati alla gestione ed al ciclo integrato dei rifiuti devono considerarsi impignorabili in quanto beni destinati ad un servizio pubblico essenziale e, quindi, facenti parte del patrimonio indisponibile". Ma la partita è ancora tutta da giocare.

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