Venditori di souvenir ai Mosaici, oggi incontro sul cambio delle licenze

Gli operatori commerciali del sito Unesco per tre giorni hanno fatto sit-in di protesta al palazzo comunale

PIAZZA ARMERINA. Sindacati in trasferta a Palermo questa mattina per ottenere un parere tecnico dell'assessorato regionale alle Attività produttive sul richiesto cambio delle licenze dei venditori di souvenir della Villa Romana del Casale. Gli operatori commerciali del sito Unesco per tre giorni hanno promosso un sit in di protesta sotto il palazzo comunale. Confcommercio, Confesercenti, Cna, Fiva e Anva chiedono il rilascio ai propri assistiti della licenza di tipologia A, quella per i commercianti a posto fisso, considerandola un diritto acquisito in anni e anni di lavoro svolti non da ambulanti, ma all'interno dello stesso stand, nello stesso sito archeologico e per gran parte dell'anno.

La delegazione armerina incontrerà un dirigente dell'assessorato che si occupa della materia, chiedendo un parere sulla questione. E ci si muove anche sul piano giudiziario, con la predisposizione di un ricorso al Tar di Catania per chiedere il riconoscimento della legittimità amministrativa di quanto rivendicato. Sabato mattina, intanto, scade il termine per prendere parte al bando comunale che mette in palio 26 posti della nuova zona commerciale della Villa Romana del Casale. Un bando aperto a tutti, temuto da molti venditori di souvenir, preoccupati dal rischio di vedersi scalzati dalla graduatoria finale dopo anni di sacrifici. I sindacati hanno chiesto la revoca in autotutela del bando stesso e promettono, in mancanza di riscontri, un innalzamento del livello della protesta. Lunedì il sit in potrebbe spostarsi, infatti, davanti ai cancelli della Villa Romana del Casale. Le polemiche, inoltre, non si placano.

Il sindaco Carmelo Nigrelli accusa la maggioranza dei venditori di souvenir di farsi "strumentalizzare" dai sindacati, e aggiunge che l'amministrazione comunale «non si è mai piegata ad atteggiamenti minacciosi o ricattatori da parte di nessuno». E spiega: «Il bando che è stato pubblicato riporta esattamente il regolamento che il consiglio comunale ha adottato sotto dettatura di questi rappresentanti di categoria, volutamente accantonando quello approvato dalla giunta che, in un quadro di piena legittimità e rispetto delle regole, attribuiva un punteggio di valorizzazione proprio a chi aveva esercitato in prossimità della Villa. «Adesso i commercianti hanno capito che o chi dice di rappresentarli si è dimostrato incompetente scrivendo un regolamento che li danneggia ovvero ha volutamente partorito quel regolamento che oggi viene disconosciuto», dice il primo cittadino. Domani alle 18 la vicenda finirà in consiglio comunale.

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