Al lavoro anche col reddito minimo, i sindaci: "Sì alla doppia attività"

Sono mille e 400 in provincia i beneficiari dei sussidi regionali per i cantieri lavoro

ENNA. Contributi previdenziali "figurativi" per i beneficiari dei cosiddetti cantieri di servizio, il vecchio reddito minimo, e un'elasticità occupazionale, che consenta ai disoccupati di poter fare pure qualche giornata di lavoro privatamente.

È la proposta maturata nella riunione fra disoccupati e amministratori comunali della zona nord, per una questione che in provincia riguarda 1.400 famiglie in stato di disagio economico. La provincia di Enna ha un tasso di disoccupazione attestato fra i più alti di tutta Italia e questo ammortizzatore sociale, ancora oggi, dà ossigeno a migliaia di persone.
All'auditorium di Nissoria, ospitati dal sindaco Armando Glorioso, c'erano i consiglieri provinciali Giuseppe Regalbuto, Sebastiano Nicastro e Salvatore Cacciato, i sindaci di Leonforte e Assoro, Pino Bonanno e Pino Capizzi, e gli assessori Santo Trovato, Giacomo Plumari e Rosario Colianni, per Agira, Troina e Nissoria, e il presidente del consiglio comunale di Calascibetta Tonino Messina.

La riunione è stata promossa proprio dai consiglieri provinciali, a tutela dei diritti dei lavoratori dei cantieri. E c'era pure il sindacalista della Uil Calogero Falcone. Un quadro a tinte fosche della situazione è stato dipinto dal sindaco Glorioso. Poi sindaci e amministratori hanno ribadito che serve una proposta politica da portare all'attenzione della Regione, per garantire ai lavoratori un status giuridico alla pari degli altri lavoratori, essendo loro privi di qualsiasi forma di garanzia previdenziale, oltre che di una ragionevole prospettiva di collocazione dignitosa nel mondo del lavoro.

"In particolare, sarebbe necessario dare a questi lavoratori una forma di previdenza con l'accreditamento dei contributi figurativi, nonché la possibilità di integrare il Rmi, così si chiamava prima, con altri redditi da lavoro senza essere espulsi da questa forma di ammortizzatore sociale - aggiunge Glorioso - dando così modo a molti di poter intraprendere un percorso lavorativo alternativo e di emancipazione sociale ed economica".
Alla fine della riunione, a ogni modo, la proposta è stata di far seguire a questa riunione altri incontri. E di varare un tavolo tecnico per la formulazione di una proposta legislativa a cui far partecipare anche i rappresentanti dei lavoratori oltre ai comuni interessati.

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