Riapre Villa Romana del Casale: torna visibile la stanza di "Eros e Pan"

Conclusi i lavori che hanno eliminato la copertura in ferro e plexiglass ed allestito il tetto in legno e rame

PIAZZA ARMERINA. Il "Mito di Arione" e la stanza di "Eros e Pan", ci sono anche loro tra i pavimenti musivi che finalmente possono essere fotografati e ammirati dai turisti. Apre al pubblico anche l'ultimo pezzo di Villa Romana del Casale rimasto chiuso fino a qualche giorno fa a causa dei lavori di restauro e sostituzione della copertura.

I cosiddetti appartamenti padronali meridionali, un blocco di importanti mosaici che era rimasto inaccessibile, visibile solo da lontano, a causa dell'ultimo colpo di coda del cantiere che ha messo in soffitta la vecchia copertura in ferro e plexiglass e allestito il nuovo tetto in legno e rame. L'intero sito Unesco, adesso, è per la prima volta visitabile dopo sei anni di chiusure e aperture parziali dell'area archeologica. Il famoso cubicolo con l'alcova, il portico semicircolare con la sala absidata, le due anticamere che si affacciano sul corridoio della Grande Caccia sono percorribili all'interno con le nuove passerelle, la copertura in legno e rame e i pannelli didattici previsti dalla direzione del Parco Archeologico della Villa Romana.

L'unico neo, per quanto riguarda il rifacimento del tetto, è quello del Triclinium, unico ambiente, insieme alla zona della "palestra", nel quale è rimasta la vecchia copertura in plexiglass. La struttura in plastica e ferro, almeno nei programmi del Parco, dovrebbe essere smontata, restaurata e trasferita come area di accoglienza nella zona del nuovo ingresso al sito archeologico, con la strada in pietra che conduce all'entrata originaria della dimora romana. Ma servono i fondi, così come per la realizzazione della bretella di collegamento tra l'area dei servizi e quella della futura biglietteria. Per ora i percorsi dei turisti rimangono simili a quelli precedenti alla fase del restauro, con la visita che inizia e finisce dalla parte delle terme.

Adesso si guarda alla promozione del sito archeologico nel mercato italiano ed estero. Le previsioni fatte dal Parco Archeologico e dal Comune ipotizzano già nel 2013 l'obiettivo minimo del superamento della quota delle 350 mila presenze, con una crescita degli ingressi che potrebbe essere simile a quella fatto registrare dal 2012. Il traguardo nel breve periodo, cioè in un triennio, sarebbe quello del recupero della fetta di mercato conquistata tra il 1999 e il 2007, quando per nove anni consecutivi i pavimenti musivi avevano visto arrivare sistematicamente più di 400 mila turisti l'anno, con la punta record ottenuta nel 2002 (458 mila presenze). I primi segnali sull'andamento della stagione, però, arriveranno solo a partire da marzo.

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