Quartiere Canali, edificio a rischio: sgombrate cinque famiglie a Piazza

Ordinanza dopo i risultati di un monitoraggio condotto dai tecnici della Protezione civile comunale

PIAZZA ARMERINA. Edificio a rischio, deciso lo sgombero a titolo cautelativo per cinque famiglie del quartiere Canali. Il sindaco Carmelo Nigrelli ha con propria ordinanza deciso l'allontanamento di 8 persone dalle proprie abitazioni della discesa dell'Itria, in seguito ai risultati di un monitoraggio condotto nei giorni scorsi dai tecnici della Protezione civile comunale. Una misura assunta per ragioni di sicurezza, a tutela dell'incolumità delle cinque famiglie. Il quadro delle crepe sui muri dell'edificio di quattro piani, il cui ingresso si trova in via Mendoza, avrebbe subito un peggioramento preoccupante. Sarebbero stati i numerosi "vetrini" collocati a cavallo delle fessure presenti sulle pareti degli appartamenti a suggerire il provvedimento di sgombero. Le fessurazioni sarebbero diventate più accentuate rispetto a precedenti controlli, facendo temere quindi un evoluzione delle condizioni statiche del palazzo di quattro piani potenzialmente pericolosa per la salute dei residenti. Le cinque famiglie per un mese verranno sistemate in una struttura ricettiva con le spese a carico delle casse comunali. I residenti, la cui evacuazione dovrebbe avvenire proprio in queste ore, rischiano adesso di rimanere fuori dalle proprie abitazioni per diversi mesi, non esclusa una successiva sistemazione all'interno di appartamenti veri e propri con affitto pagato dal Comune. Gli uomini della Protezione civile, coordinati dal dirigente Mauro Mirci, effettueranno un monitoraggio costante, estendendo i controlli anche ad altri edifici della zona, un'area che negli ultimi decenni sconta un forte rischio di dissesto idrogeologico. I proprietari degli appartamenti coinvolti dal provvedimento sono stati già contattati nei giorni scorsi dai tecnici comunali, sono preoccupati per il loro futuro e per il valore degli stessi immobili che ormai in questi anni sul mercato è praticamente "crollato" dopo anni di incertezze sulle condizioni statiche di tutta l'area. Non è la prima volta, infatti, che su questo versante di via D'Itria si verificano provvedimenti di questo tipo. Già tra il 2008 e il 2009 dodici famiglie vennero sgomberate dagli immobili della zona dopo il crollo della chiesa di Santa Maria dell'Itria e sistemate in altri appartamenti. I sopralluoghi effettuati dalla Protezione civile comunale e dall'ufficio Tecnico sugli edifici dichiarati inagibili, poi, dopo diversi mesi non evidenziarono nessuna evoluzione negativa della staticità delle strutture. I fessurimetri, appunto i vetrini di controllo, in quel caso erano rimasti tutti a "zero", come si dice in gergo. In pratica le fessure non si sarebbero aggravate di un solo millimetro in quasi 300 giorni e i residenti furono autorizzati a rientrare. Adesso il nuovo sgombero per cinque famiglie con l'obiettivo di scongiurare ogni rischio potenziale.

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