Nicosia, polemica sulla refezione scolastica: i genitori: "Yogurt scaduto"

La vicenda, segnalata ai consiglieri Lizzo e Farinella, è stata discussa in aula. Il Comune chiamato alle verifiche

NICOSIA. Il servizio di refezione scolastica ancora una volta al centro di una nuova polemica. I genitori hanno lamentato che sarebbe stato somministrato ai ragazzini dello yogurt scaduto. Il consigliere Carmelo Lizzo avvisato assieme al consigliere Andrea Farinella dai genitori particolarmente arrabbiati e preoccupati, ha fatto emerge la problematica nella seduta consiliare di mercoledì chiedendo all’amministrazione di verificare quanto è accaduto.

Il disservizio si sarebbe verificato mercoledì 6 febbraio quando alcuni genitori hanno fatto presente che ai propri figli era stato somministrato dello yogurt alla frutta scaduto il 2 febbraio. La polemica si è subito accesa e adesso a verificare dovrà essere l’amministrazione comunale. Per usufruire del servizio mensa, che in città, eroga circa 600 pasti al giorno, le famiglie pagano una quota di compartecipazione mentre il resto viene pagato dal Comune.

A garantire il servizio, da gennaio scorso, è la ditta «Eden Market» che ha ottenuto, non senza polemiche, un affidamento diretto. La polemica è stata duplice perché se da una parte il costo di ogni pasto è aumentato di oltre un euro dall’altra parte la ditta non ha assunto 15 lavoratrici che da anni si occupavano del servizio.

Non è la prima volta che si verificano disguidi legati alla qualità dei prodotti serviti a mensa; infatti già lo scorso anno, quando ad occuparsi del servizio era un’altra ditta, era esploso un caso ma questa volta perché le porzioni erano troppo piccole e un’altra volta perché il prosciutto non era fresco. Allora erano arrivate numerose lamentele da parte della stragrande maggioranza di genitori dei bambini che usufruiscono del servizio di refezione scolastica, in tutte le scuole fornite. In una sola giornata era stato rilevato che su 28 secondi a base di pollo al forno, ben 11 erano, in termini di peso, ben al di sotto di 30 grammi sui 70 grammi a porzione previsti. Le verifiche dell’epoca avevano chiarito che si era trattato di un disguido ed effettivamente non si erano creati altri problemi. Poi i genitori avevano rilevato che il prosciutto servito ai pasti aveva un colore alterato e per questo avevano chiesto l’intervento dell’ufficiale sanitario, ma anche in quel caso fu un disguido. Per il caso dello yoghurt, invece, non ci sono ancora spiegazioni, che già però si potrebbero conoscere oggi a seguito della seduta consiliare di ieri sera in cui l’amministrazione era chiamata a dare esito alla richiesta di una verifica puntuale a tutela della salute dei bambini.

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