Beni confiscati, parte il monitoraggio

Case divise in quote e di difficile gestione, immobili ipotecati o sottoposti a procedimenti giudiziari: convocato il nucleo di supporto

ENNA. La lotta alla mafia passa dalla Prefettura, che dispone un monitoraggio dei beni confiscati alla criminalità non gestiti da nessuno e due controlli nei cantieri, a Leonforte e Piazza Armerina, per prevenire infiltrazioni mafiose.
Case divise in quote e di difficile gestione, immobili ipotecati o sottoposti a procedimenti giudiziari. Sarebbero questi i motivi per cui in provincia di Enna due beni su tre, fra quelli confiscati alla criminalità organizzata, non vengono gestiti da nessuno.
È stato il prefetto Clara Minerva a fare il punto della situazione, convocando il nucleo di supporto per l'amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, costituito proprio nell'ufficio del Governo.
Il dato numerico, invece, emerge dalle statistiche pubblicate a settembre dall'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni, che conta 50 proprietà, 30 delle quali non sono in gestione nell'Ennese. Il problema, spiegano dalla Prefettura, è legato anche a difficoltà tecniche.
All'incontro hanno partecipato pure i rappresentanti di alcuni istituti di credito, al fine di dare impulso «a ogni possibile intervento - ha chiesto il prefetto Minerva - teso a rimuovere le criticità derivanti dalla presenza, a carico dei beni in argomento, di gravami ipotecari opponibili ai sensi di legge».
Intanto la Prefettura ha ordinato delle verifiche ispettive, finalizzate a prevenire possibili tentativi del crimine organizzato di insinuarsi all'interno di due cantieri della provincia. Si è trattato per la precisione di due controlli, da cui non sarebbe emerso nulla di significativo: non è segnalato dunque alcun tentativo di "infiltrazione o ingerenza" della criminalità.
Il gruppo interforze operante in Prefettura - costituito dalle forze di polizia territoriali, dalla Dia di Caltanissetta e dall'Ispettorato provinciale del lavoro di Enna - ha lavorato proprio per verificare l'eventuale sussistenza di tentativi della criminalità organizzata di inserirsi nell'esecuzione delle opere.
L'attività ispettiva è stata concentrata sul controllo delle imprese esecutrici presenti, delle maestranze e dei mezzi operanti nel cantiere.
Il primo accesso è stato fatto al cantiere per i "lavori di costruzione di dieci alloggi popolari e relative opere di urbanizzazione e sistemazione esterna" a Leonforte, in contrada San Giovanni, a due passi dall'ospedale Ferro Branciforti Capra.
Si tratta di lavori attesi da tanta gente, in corso nel comparto numero quattro del piano di edilizia economico-popolare, per un costo complessivo di un milione 157 mila euro.
Un secondo accesso è stato fatto al cantiere per i «lavori di ristrutturazione dell'Istituto Scolastico Majorana» a Piazza Armerina, interventi anche qui particolarmente importanti e costosi, dall'importo di un milione 74 mila euro. Anche qui, dunque, non si segnala nulla di anomalo

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