Avis, Enna capitale della generosità: da qui partono quasi 5.000 sacche

È la terza provincia più virtuosa con Siracusa e Ragusa e fornisce ospedali come il Policlinico e il Cervello di Palermo

ENNA. Se tutte le province siciliane donassero sangue quanto Enna, la Sicilia non avrebbe bisogno di importarne da altre regioni d'Italia. Enna, in proporzione, è la terza provincia più esportatrice di sangue dell'Isola, dopo Ragusa e Siracusa. Nel capoluogo, quest'anno, saranno raccolte 3.100 unità di sangue, per un consumo territoriale previsto di 1.030; a Nicosia ne saranno prodotte 780, per un consumo di 400; e a Piazza Armerina 3.200, per un consumo di 1.200. Con un'"esportazione" di 4.450 unità, in sostanza, Enna contribuisce in maniera considerevole - nonostante le piccole dimensioni della provincia - a far fronte al fabbisogno di donazioni dell'intera Sicilia, considerato che in tutto è previsto il consumo di 196.706 "unità di emazie", a fronte di una "produzione" isolana pari a 195.040 unità.

Risulta, pertanto, necessario, scrive Salvatore Sammartano, dirigente generale del dipartimento regionale per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico - nel «programma regionale per la compensazione intra ed interregionale degli emocomponenti labili per l'anno 2013», un decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione di venerdì - ricorrere all'importazione di 1.666 unità. Enna in vetta, insomma, ma in proporzione alla sua popolazione, considerato che realtà grosse come il Civico di Palermo importano, si, 1.500 unità di sangue, ma ne producono 24 mila. Ma emerge un dato: a Enna si dona più di quanto viene consumato. Il risultato è dovuto certo all'azione di varie associazioni locali, come Avis e Ades, ma anche ai medici dei centri trasfusionali e delle Simt, servizi di immunoematologia e medicina trasfusionale. Va tenuto anche conto però che il basso consumo locale di sangue è dovuto pure alla cosiddetta «emigrazione sanitaria».

Alcuni ennesi, ad esempio, ricorrono a trasfusioni a Catania o Palermo. Il Vittorio Emanuele di Catania, insomma, ad esempio "produce" solo poco più della metà del sangue di cui ha bisogno, poco più di 13 mila unità a fronte di un fabbisogno di oltre 20 mila, ma ha utenti provenienti da mezza Sicilia. Piazza Armerina, fra l'altro, fornirà 1.160 unità di all'ospedale Cervello di Palermo, 840 al Policlinico Martino di Messina, Enna 390 al presidio ospedaliero di Taormina, 1.680 al Villa Sofia di Palermo, 150 al Policlinico Vittorio Emanuele di Catania, 100 a Caltanissetta, Nicosia 290 al presidio ospedaliero di Taormina. Il decreto della Regione stabilisce infine che tutte le strutture trasfusionali sono tenute a stipulare accordi scritti per stabilire le modalità dell'approvvigionamento, le quantità, la periodicità degli invii e le modalità di trasporto, assicurando una cessione e una acquisizione regolare nell'arco dei dodici mesi.

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