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Spending review sul carcere di Nicosia Il Consiglio: «La struttura non si tocca»

Approvato un documento da inviare all’amministrazione penitenziaria e al ministero. Proposto un tavolo tecnico

NICOSIA. Il carcere non si tocca è questo il messaggio forte che emerge dal consiglio comunale di lunedì sera che ha affrontato la problematica della prossima chiusura della casa circondariale cittadina, rientrata tra quelle da tagliare a livello nazionale. I consiglieri hanno approvato un ordine del giorno con il quale sottopongono all'amministrazione penitenziaria e al Ministero dell'interno le ragioni, e sono tante, del mantenimento della struttura carceraria cittadina. Il sindaco Malfitano ha proposto l'istituzione di un tavolo tecnico per approntare una strategia unitaria assieme ai sindacati.

Sulla base del piano nazionale di riorganizzazione delle strutture penitenziarie in tutta Italia prevede sulla base della spending review che ancora una volta, come già è successo per il Tribunale cittadino, tagli lineari. La casa circondariale cittadina che funziona bene, come è emerso più volte dalla cronaca e come è stato attestato anche da una ispezione dell'onorevole Bernardini De Pace, che l'ha visitata un paio di anni fa, rientra tra quelle da tagliare perché ospita meno di 100 detenuti. Questo è infatti il criterio adottato a livello nazionale per risparmiare sui costi ma la domanda ricorrente, che è emersa anche durante la seduta consiliare, è perché in un momento in cui si registra, in ambito nazionale, una presenza di circa diciannovemila detenuti in esubero rispetto alla capienza regolamentare, si continuano a chiudere istituti penitenziari che, sebbene di piccole dimensioni, contribuiscono ad affrontare il sovraffollamento del sistema penitenziario italiano.

«È grave che la casa circondariale di Nicosia venga chiusa - spiega Giuseppe Trapani, segretario provinciale di Uilpa - penitenziari - perché, a differenza di altri istituti, è ben strutturato e funzionale. Inoltre la struttura ha grossissime potenzialità per il recupero e reinserimento sociale dei detenuti perché il territorio offre possibilità di integrazione in settori quali quello agricolo e artigianale, in particolare per quello che riguarda i lavori che stanno scomparendo». La chiusura della casa circondariale era prevista per giorno 21 ma ancora non ci sono dati certi sulla data precisa in cui chiuderà i battenti.

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