Baby prostituta: altri 5 indagati per lo scandalo

Fra questi, anche due pensionati ultrasettantenni. Avrebbero pagato una sedicenne per fare sesso con loro

ENNA. Avrebbero pagato una sedicenne per fare sesso con loro. Per la polizia, era una prostituta quarantenne, lontana zia della ragazza, a sfruttarla, portandola direttamente nelle loro mani. Uno dei clienti, poi, l'avrebbe incontrata quando ancora non aveva neppure compiuto sedici anni. Non si ferma lo scandalo che ha portato a settembre all'operazione Pandemia, condotta dagli agenti della sezione reati sessuali della squadra mobile. Adesso ci sono cinque nuovi indagati per prostituzione minorile, fra cui pure due pensionati ultrasettantenni, che hanno ricevuto l'informazione di garanzia. La polizia li definisce privi «di ogni scrupolo morale».

Nell'operazione, a settembre, furono indagati in nove, di cui cinque furono arrestati, uno in carcere - la presunta sfruttatrice, L.B., che avrebbe consentito ad alcuni suoi clienti di coinvolgere anche la ragazzina negli incontri - e quattro 'clienti' posti ai domiciliari. L'indagine degli agenti del vicequestore Giovanni Cuciti è diretta dal sostituto procuratore della Dda di Caltanissetta Maria Pia Ticino. Sale a 13, dunque, il numero di presunti clienti scoperti.

I cinque neoiscritti sul registro degli indagati sono tre pensionati, un cameriere e un operaio: A. M., 74 anni, pensionato di Campobello di Licata, in provincia di Agrigento; P. S., ennese di 41 anni, cameriere; F. L., operaio ennese di 43 anni; C. G., pensionato ennese di 67 anni, che ha piccoli precedenti di altro tipo; e il pensionato di Calascibetta B. C., 77 anni, anch'egli con piccoli precedenti di altro genere. Per la Dda, avrebbero compiuto atti sessuali con la sedicenne, corrispondendo come corrispettivo varie somme di denaro e altre utilità. Solo al pensionato di Calascibetta è contestata pure l'aggravante di essere andato con la ragazzina prima che compisse sedici anni. La polizia è arrivata ai cinque attraverso interrogatori e altre indagini. Non è chiaro se l'investigazione possa portare ad altri nomi, ma il caso potrebbe anche avviarsi a conclusione. Intanto la ragazzina si trova in una comunità protetta lontana da Enna.

L'operazione Pandemia, si ricorda, fece luce su un giro di prostituzione minorile organizzato, per fare soldi, dalla presunta sfruttatrice. Tutto era partito dall'attività della squadra mobile, che appresero la notizia che Loredana B. era dedita alla prostituzione e che ultimamente era stata vista spesso assieme a una ragazza. Anziché andare a scuola, la piccola, lontanamente imparentata con la quarantenne, aveva preso l'abitudine di seguirla. Così sono partite intercettazioni, pedinamenti e altre attività di indagine. Così si è scoperto che la donna, benché non lavorasse neppure in maniera precaria, viveva in una casa in affitto, fumava e aveva una macchina con cui si spostava spesso, anche per frequentare sale giochi. I clienti dell'adulta erano gli stessi della ragazzina: per gli inquirenti, la portava con sé e a volte la faceva partecipare.

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