Centro riabilitativo a Pergusa, mancano solo le somme per gli arredi

Grande fermento politico per sollecitare l’apertura della struttura: «Potrà diventare un polo Euromediterraneo»

ENNA. C'è un gran fermento sull'ex Ciss di Pergusa, la struttura appena completata e che necessita oggi solo del riordino dell'aria adiacente e dell'acquisto degli arredi. Consiglieri comunali e deputati regionali chiedono a gran voce le somme per mettere in funzione la struttura. Leggendo le ultime denunce l'ex parlamentare regionale dell'Mpa Paolo Colianni, seduto al tavolo della sua segreteria di piazza Coppola, sorride: «È necessario fare chiarezza. Percorsi e somme sono state definiti». Insomma non esiste il problema denunciato? «Quasi. Il governo nazionale ha già comunicato alla Regione il finanziamento di 3 milioni e 200 mila euro per la costruzione della rotonda davanti la struttura voluta dall'Anas e per l'acquisto degli arredi». E allora il quasi perchè? «Adesso è necessario che il mondo politico ennese si mobiliti per verificare i tempi e l'organizzazione dei lavori. A questo riguardo chiamo a raccolta tutti». Colianni segue da anni questo progetto e ritiene che il futuro è ben disegnato. «Il 7 dicembre scorso è stato pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto dell'ex assessore alla Sanità Russo che ha assegnato al Ciss la dotazione di 148 posti letto». La struttura, secondo le intenzioni della Regione, dovrà rappresentare un polo di eccellenza per la riabilitazione. «Potrà diventare il polo Euromediterraneo, con un respiro che va oltre l'Asp e la regione stessa. Offrirà immediatmente 300 posti di lavoro e metterà in moto un fatturato annuo di oltre 18 milioni di euro. Senza considerare l'indotto». Per Colianni i benefici non finiscono qui: «Una tale struttura darà ossigeno agli ospedali della provincia. L'ex Ciss si occuperà dei casi più gravi, gli altri nosocomi del completamento delle terapie riabilitative». Insomma l'entrata in attività dell'ex Ciss un toccasana anche per gli altri ospedali: «Non si parlerà più di chiusura». L'ex parlamentare ritiene che «la gestione debba essere affidata all'Oasi di Troina di padre Ferlauto che ormai da anni rappresenta un vero esempio di eccellenza». Sembra quasi una favola per un territorio ennese: «Sono certo invece che è realtà. Tutto è già scritto nei decreti e nei protocolli del governo regionale e nazionale. La politica deve oggi vigilare sui tempi e sull'organizzazione». Le novità non finiscono qui: «In settimana inizieranno i lavori nell'altra struttura di Pergusa posizionata davanti l'Oasi del fanciullo. Entrerà a far parte di questo circuito di buona sanità grazie anche all'accordo stipulato fra l'Oasi di Troina, la Regione e l'Istituto dermopatico dell'Immacolata».
In pochi anni Pergusa potrebbe diventare il crocevia eccellente della riabilitazione nazionale. Colianni ci crede e propone "all'intera classe politica ennese, nessuno escluso, ai sindaci e al presidente della Provincia una riflessione sul da farsi. «A questo scopo l'Irat e il centro Giovani Idee stanno organizzando un convegno - conclude Colianni - dove saranno invitati anche Regione ed Asp per un confronto sul percorso da attivare».

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