Il sindaco: tagli per 5,4 milioni. «A giorni nomino gli assessori»

Seduta dedicata alla relazione sull’attività amministrativa
Enna, Archivio

ENNA. Da giorni maggioranza e opposizione attendevano la seduta di Sala d’Euno di mercoledì per il dibattere sull’attività dell’amministrazione Garofalo e sulle prospettive dopo il rimpasto. Anzi vari indiscrezioni sostenevano che proprio nella seduta di mercoledì sera il primo cittadino avrebbe presentato la nuova giunta. Tutto sbagliato. Paolo Garofalo si è presentato a Sala d’Euno, senza assessori, ma questo lo si sapeva già, e con una relazione di ben 39 cartelle. Tanti i temi toccati, dal patto con la città, ai rifiuti, all’Asen, al giubileo del 600° della Madonna della Visitazione. A conclusione di una lettura fatta a spezzoni Garofalo ha chiesto al presidente del consiglio Enrico Vetri la convocazione di una seduta per mercoledì 27 marzo quando presenterà la nuova giunta. All’annuncio un assessore ha quasi imprecato sottovoce: “La messa è stata detta” e poi ha aggiunto con una certa amarezza: “Avevo sperato in un allungamento”. Insomma dopo tante indiscrezioni e infiniti tira e molla sulla nuova giunta per bocca del sindaco il più ufficiale degli annunci: “I nuovi assessori saranno presentati al consiglio mercoledì 27 marzo”. Particolarmente interessante l’analisi proposta da Garofalo sulle difficoltà economiche del Comune. Ha proposto una scheda dove vengono segnati i trasferimenti nazionali e regionali dal 2009 al 2013. In cinque anni i trasferimenti del governo regionale e nazionale sono passati da un monte di 13.445.195,51 euro, 2009, a 8.304.956,10 euro. Insomma in un lustro alle casse comunali sono venuti a mancare oltre 5 milioni e 140 mila euro. Questo però non ha impedito al sindaco e alla sua amministrazione di puntare sugli investimenti. E infatti i numeri dicono che se nel 2009 il Comune ha speso 433.310,25 euro, nell’ultimo esercizio la somma è aumentata fino a un milione 574 mila euro. Ma Garofalo ha tenuto a precisare che su ogni ente locale c’è una cappa che pesa: il patto di stabilità. “Abbiamo progetti completi e somme nelle casse ma non possiamo intervenire. Il primo aiuto dello Stato deve arrivare proprio da lì”. Una lunga relazione, hanno detto alcuni consiglieri, per far stancare l’aula e quindi ammorbidire il dibattito politico. Ed infatti appena il primo cittadino ha concluso il suo intervento ecco arrivare la proposta dell’indipendente Mauro Incardona: “Sono troppi gli spunti lanciati dal sindaco è necessario da parte nostra un approfondimento e poi una nuova seduta”. Detto fatto: gli interventi rinviati a mercoledì 27 marzo.

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