Garofalo: «Cinque milioni in meno ma il Comune ha i conti a posto»

«In cinque anni Stato e Regione hanno ridotto i trasferimenti passando da 13 a 8, ma siamo tra i più virtuosi»
Enna, Archivio

ENNA. Un capitolo estremamente importante nella lunghissima relazione del sindaco Paolo Garofalo a Sala d'Euno, 39 cartelle alcune lette altre appena accennate, è stato riservato al capitolo del bilancio. In un periodo di magra come quello odierno, che ormai si protrae da anni, per un ente avere i conti a posto è di fondamentale importanza per districarsi tra tagli e cancellazioni. In poco meno di cinque anni Stato e Regione hanno ridotto i trasferimenti al Comune per oltre 5 milioni di euro passando da 13 milioni e 440 mila euro a 8 milioni e 300 mila euro. In un territorio povero e con una scarsa imprenditoria privata è un colpo che potrebbe portare l'ente al disastro. «E invece - dice Garofalo - con una conduzione oculata siamo uno dei Comuni virtuosi». Le riduzioni di somme fanno male ma ciò che il primo cittadino ennese, alla pari di tanti altri colleghi e dello stesso presidente della Provincia Giuseppe Monaco, non riesce a digerire sono le strette maglie imposte dal patto di stabilità: «Abbiamo progetti pronti per intervenire su strade, scuole e strutture, abbiamo i soldi in cassa ma non li possiamo spendere». Se Stato e Regioni hanno stretto la borsa il Comune ha dovuto da un lato risparmiare e dall'altro lavorare per incrementare le entrate. Riguardo il risparmio un atto da sottolineare è stato l'estinzione dei mutui: «È stata un'operazione che ci ha consentito di liberare l'avanzo di amministrazione». In breve il Comune in un colpo solo ha tagliato i debiti per oltre un milione e 300 mila euro. Riguardo le entrate il principale obbiettivo portato avanti è la lotta all'evasione. Il Comune ha scovato 486 alloggi fantasma i cui proprietari non avevano pagato l'Ici. In tal modo sono stati recuperati complessivamente quasi un milione di euro. Riguardo la pressione fiscale Garofalo non ha voluto calcare la mano: «Per noi l'assunto da portare avanti è: deve dare di più chi ha di più». Ecco perché niente addizionale Irpef per chi ha redditi inferiori a 20 mila euro. Anche per l'Imu la stessa linea con il 0,4 per cento per la prima abitazione e lo 0,86 per cento per la seconda. Complessivamente gli ennesi hanno versato oltre 7 milioni e 500 mila euro mentre con l'Ici pagavano poco più di 3 milioni e 200 mila euro. Per quanto riguarda la Tosap "abbiamo ridotto nel 2011 le tariffe mediamente del 10 per cento»

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