Crollo al cantiere: al via lavori per la sicurezza

ENNA. La Procura ha autorizzato alcuni lavori di messa in sicurezza della strada sovrastante il cantiere Salvaggio a Enna bassa, dove il 20 maggio scorso si verificò un crollo, evento definito dagli esperti gravemente pericoloso.
Non si è ancora chiusa l'indagine per crollo colposo che era stata aperta all'indomani dell'episodio, per cui poi la Procura dispose il sequestro, tuttora vigente, dell'area. L'inchiesta dunque prosegue, ma nel frattempo l'impresa potrà compiere una campagna geognostica per il dimensionamento delle opere di contenimento della stradella. Nel frattempo la posizione dell'imprenditore Calogero Salvaggio, che era stato iscritto sul registro degli indagati assieme a due tecnici, sembra molto alleggerita.
I consulenti della Procura, il professore di Scienza delle costruzioni dell'università di Palermo Marcello Arici e il presidente dell'ordine degli ingegneri di Palermo Giovanni Margiotta, infatti, qualche mese fa hanno messo nero su bianco che secondo loro, il crollo, fu determinato dalla "rottura dei pali" e dallo "sfilamento dei tiranti, sotto la spinta del terreno a monte", dovuta al fatto che la "lunghezza del tratto di ancoraggio" sarebbe stata "sottodimensionata".
Per i consulenti, in sostanza, ci sarebbe stato un errore "nel calcolo delle sollecitazioni", sulla base del quale il tirante sarebbe stato sottodimensionato. La consulenza, si diceva, di fatto scagiona il geologo indagato, perché "riguardo alla composizione geologica, l'assetto geologico è congruente con quello in sede di progetto". E scagiona pure l'imprenditore: è difficile ipotizzare che avrebbe potuto fare qualcosa per riparare a un presunto calcolo errato. Gli esperti infine hanno ipotizzato degli errori urbanistici: la concessione non rispetterebbe i vincoli per il rispetto stradale e per il verde pubblico, ma non risulta "alcun vizio amministrativo" negli atti della pubblica amministrazione. Riguardo all'esecuzione dei lavori, infine, per i consulenti è da approfondire il controllo dei materiali.
Proprio in questi giorni il sostituto Francesco Rio dovrebbe trarre le proprie conclusioni nell'inchiesta. Intanto la Procura ha già depositato un avviso di conclusione delle indagini preliminari all'imprenditore Salvaggio, indagato per una presunta violazione dei sigilli al cantiere: i lavori di messa in sicurezza dell'area, secondo la Procura, sarebbero partiti in maniera differente da quanto era stato autorizzato.
Gli interventi, si ricorda, erano stati anche imposti dal Comune, con due specifiche ordinanze "a tutela dell'incolumità pubblica". Si temevano in particolare rischi per le villette poste nell'area sovrastante.

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