Immondizia nel cuore dei granai: dopo due anni nessun indagato

Chiusa l’inchiesta sulla costruzione della discarica: non furono commessi reati né violazioni nell'iter burocratico

ENNA. Il progetto suscitò un vespaio di polemiche, tali da indurre l'allora ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo a intervenire a Dittaino, per dare man forte alla protesta di trecento ennesi, che manifestavano per dire no alla realizzazione di una «discarica» in mezzo ai granai della val Dittaino.
Nel frattempo la ditta interessata ritirò il progetto, finalizzato a realizzare una piattaforma per il trattamento dei rifiuti non pericolosi. E adesso, a due anni e mezzo di distanza, trapela che anche la Procura di Nicosia ha chiuso senza indagati la sua inchiesta conoscitiva: non furono commessi reati né violazioni, nell'iter burocratico del progetto.
Nei giorni in cui fu aperta l'inchiesta, si ricorda, fece scalpore la notizia dell'arrivo dei carabinieri al Comune di Assoro, per acquisire, su delega della magistratura nicosiana, copia di tutte le autorizzazioni e del materiale informativo relativo al progetto. Poi il procuratore Fabio Scavone delegò le indagini alla sezione di Polizia giudiziaria del Corpo forestale in servizio alla Procura nicosiana e al nucleo operativo provinciale dell'Ispettorato Forestale.
Nell'ottobre del 2010 lo stesso capo dell'ufficio investigativo della Procura fece un sopralluogo nella zona individuata per la discarica, una ricognizione, assieme agli uomini della Forestale. L'indagine, si ricorda, fu dall'inizio senza ipotesi di reato né iscrizioni sul registro degli indagati. A confermare la notizia della chiusura dell'indagine, che risalirebbe già a diverso tempo fa, anche perché il progetto poi si è fermato, è ora lo stesso procuratore di Nicosia. L'inchiesta, si disse all'epoca, mirava ad accertare la legittimità dell'iter del progetto e di tutti i visti che sono stati rilasciati dai vari enti, cioè i nulla osta e i pareri di carattere tecnico-amministrativo.
Il tutto scaturiva dalla presentazione di un esposto alla magistratura requirente presentato da alcuni cittadini in quei giorni. C'è da valutare, trapelò al momento dell'apertura del fascicolo, la compatibilità di una simile piattaforma con i vincoli ambientali, idrogeologici e paesaggistici della zona, in contrada Terra di Chiesa. Ma dunque non c'era nulla di irregolare.
Il progetto, si ricorda, è stato approvato dall'assessorato regionale Territorio e Ambiente, dopo la concessione di tutti i nulla osta degli enti locali interessati dal progetto. L'area in questione è composta da terreni agricoli fortemente scoscesi, destinati a seminativo, che ricadono in territorio di Assoro, a poca distanza dall'area di Dittaino, dove operano varie imprese agroalimentari. Sarebbe dovuto sorgere qui un impianto di trattamento finale dei rifiuti non pericolosi, che avrebbe dovuto avere una vasca da un milione e centomila tonnellate.

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