Mancano i giudici, a rischio il processo sul «caso» Ato rifiuti

In otto giorni di protesta portata avanti dall’Ordine degli avvocati sono saltate oltre mille udienze tra cause penali e civili

ENNA. Oltre mille udienze sono saltate fra il penale, il civile e le “esecuzioni”, per la protesta degli avvocati, durata otto giorni. Ma presto, se non si dovesse intervenire, il bilancio delle udienze a rischio sarà ancora più pesante. Entro fine anno rimarranno solo 4 giudici e in questo modo, se non ci fossero ricambi, interi processi rischiano di saltare. «Chiediamo la dichiarazione di Enna come sede disagiata e la destinazione d’ufficio qui dei magistrati vincitori dell’ultimo concorso», continua a ripetere il presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati Giuseppe Spampinato. Intanto gli appelli dell’Ordine, le istanze del presidente del tribunale Giuseppe Ferreri e del presidente della Corte d’Appello Salvatore Cardinale hanno indotto il Csm a bandire un bando interno per Enna. Ma non risultano domande: nessun giudice d’Italia ha chiesto di trasferirsi qui. Fra i processi a rischio, c’è anche quello per la presunta truffa alla Regione dell’Ato rifiuti ennese, per cui la Procura ipotizza un’indebita percezione di quasi 9 milioni di euro del fondo di rotazione. Fra gli imputati ci sono ex parlamentari e numerosi amministratori e ex sindaci. Gianpiero Cortese, avvocato penalista, è consigliere dell’Ordine e fa parte del collegio dei difensori. «È quasi un eufemismo definirlo a rischio – fa notare – perché quasi tutti i giudici che rimarranno a Enna hanno già trattato la fase preliminare. Se non arrivano nuovi giudici questo processo non si potrà mai fare». Intanto ieri si è chiusa, con un’adesione totale degli avvocati, la seconda prolungata astensione dalle udienze degli avvocati, proclamata dall’assemblea forense contro il rischio di stallo del Palazzo di Giustizia di Enna. A fornire i dati è stato il mese scorso lo stesso presidente del tribunale Ferreri. Entro maggio andranno via due magistrati, e la situazione già difficile diventerà insostenibile: ci saranno solo 5 giudici, fra cui lo stesso presidente Ferreri, a doversi occupare dell’intero carico di lavoro del «Palazzaccio», un lavoro che dovrebbero fare in 11. Poi a breve mancherà per motivi di studio un altro giudice. Entro fine anno ne resteranno solo 4. La protesta ha avuto la solidarietà e la condivisione del presidente distrettuale dell’Anm Giovanbattista Tona.

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