Centonovanta aziende a rischio fallimento

È il drammatico scenario in cui versa il settore edile in provincia di Enna "disegnato" dal segretario provinciale degli edili della Uil Vincenzo Mudaro che definisce l'attuale momento come il peggiore economico-occupazionale
Enna, Archivio

ENNA. Centonovanta aziende a rischio fallimento e oltre 800 famiglie senza sostentamento economico. È il drammatico scenario in cui versa il settore edile in provincia di Enna "disegnato" dal segretario provinciale degli edili della Uil Vincenzo Mudaro che definisce l'attuale momento come il peggiore economico-occupazionale dell'ultimo decennio per la provincia di Enna che vede come principali vittime, imprese costrette a cessare l'attività e lavoratori indotti ad ingrossare le fila dei soggetti coperti da ammortizzatori sociali. I dati forniti dalla Cassa Edile di Enna mostrano un forte calo della massa salariale una continua flessione degli investimenti pubblici, l'azzeramento del mercato privato non residenziale e la riduzione di ben oltre il 50 per cento di quello abitativo. «Il settore delle costruzioni è il comparto-volano di crescita dell'economia in generale - afferma Mudaro - ed è indiscutibile quanto il settore edile ha da sempre fornito un importante contributo di sviluppo per la nostra Provincia».

La Fenea Uil esprime preoccupazione per lo stallo che le amministrazioni pubbliche in particolare per il pagamento alle imprese che hanno eseguito lavori. Difficoltà economico-finanziarie continuano a rallentare i lavori della Nord-Sud, oltre l'80 per cento della viabilità provinciale interna versa in condizioni disastrose. «È ora che politica e amministrazioni si assumano la responsabilità di sbloccare la situazione e di procedere nell'avvio di opere pubbliche immediatamente cantierabili - continua - occorre che la Regione e le istituzioni locali diano adempimento alle leggi in vigore e tempi certi nel pagamento degli oneri contrattuali. Lanciamo un appello alle istituzioni locali, alle associazioni di categoria e alla società civile perché condividano un progetto per avviare insieme un piano di rilancio del settore coniugando sostenibilità, qualità, legalità, sicurezza e sviluppo».

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