Archivio degradato sopra un asilo: a Piazza finalmente il trasferimento

Lo sgangherato deposito cartaceo costituiva un potenziale pericolo incendiario per i bambini di via Floresta

PIAZZA ARMERINA. Sgomberato dall'asilo nido comunale lo sgangherato archivio cartaceo che costituiva un potenziale pericolo incendiario per i bambini di via Floresta. L'amministrazione comunale ha appena stanziato altri 10 mila euro per cercare di mettere ordine alle pile disordinate di documenti e atti amministrativi e vagliare cosa buttare al macero e cosa conservare, trasformando i carteggi utili in file elettronici. Il 20 settembre scorso, con ordinanza firmata dal sindaco Carmelo Nigrelli, era stato addirittura ritenuto "fondato il pericolo che potrebbe insorgere da eventuale incendio del materiale cartaceo depositato, con conseguente grave pericolo per la pubblica incolumità". E per questo era stato assegnato ad una ditta il compito di procedere con la massima celerità al trasferimento dei documenti dal piano seminterrato dell'asilo nido ad altra sede idonea, con un impegno di spesa presunto di 12.500 euro. Una relazione dell'ufficio Tecnico, lo scorso 18 settembre, due giorni prima dell'ordinanza sindacale, descriveva il locale seminterrato dell'asilo nido "invaso da materiali e documenti cartacei che possono creare pericolo all'incolumità degli utenti della struttura", e concludeva: "Pertanto i locali vanno sgomberati e resi liberi da qualsivoglia materiale". Mentre il 12 settembre un guasto all'impianto idrico aveva causato un parziale allagamento dei locali. I dipendenti che fino a qualche mese si recavano nell'archivio alla ricerca di qualche documento riferivano di trovarlo in condizioni di sporcizia, polvere e disordine documentale. L'amministrazione avrebbe dovuto procedere a rimuovere "immediatamente" lo stato di pregiudizio alla pubblica incolumità. Ma dopo tre mesi l'archivio era ancora rimasto di fatto al suo posto, con la persistenza del pericolo. Una situazione molto precaria. Adesso è la stessa amministrazione a dare atto che «l'archivio cartaceo è stato trasferito in altro locale per proteggerlo e preservarlo alle future generazioni».
Sono in totale 22.500 euro quindi le somme stanziate per rendere più ordinati i faldoni di documenti prodotti dagli uffici comunali negli anni. Secondo alcuni all'interno della macchina comunale c'erano le risorse umane per effettuare tale tipo di intervento. Adesso ciascun dirigente dovrà procedere con urgenza «ad un'attenta, precisa e pignola ricognizione degli atti dell'archivio», in modo da individuare gli atti da scartare e distruggere, quelli da conservare in formato cartaceo e quelli da «dematerializzare», cioè da trasformare in file per gli archivi informatici.

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