Nicosia, commercianti in rosso con l’Inps

I commercianti e gli artigiani non riescono a pagare gli oneri previdenziali e non riescono a farsi dare credito dalle banche per farvi fronte

NICOSIA. Una affollatissima riunione, a cui hanno partecipato più di 200 imprenditori che hanno in città attività commerciali e artigianali piccole e medie, organizzata giovedì sera dalla Ascom fidi per affrontare il delicato tema delle difficoltà dell'accesso al credito, offre la cifra delle enormi difficoltà che sta vivendo il settore commerciale in città, ma anche di quanto queste difficoltà siano estese. E come se già 200 imprenditori non fossero tantissimi molti non hanno potuto partecipare all'incontro perché non c'era più posto nel parcheggio, né nella strada che fa accedere al locale in cui si è tenuto il dibattito, cui hanno partecipato anche i responsabili di quattro istituti bancari che hanno i loro sportelli in città. Quanto è emerso è già sotto gli occhi di tutti da tempo, ma a sorprendere questa volta sono state le difficoltà che si registrano anche nelle attività imprenditoriali portate avanti da una sola persona, il titolare che lavora direttamente e che non riesce più a tirare avanti.

"Che l'accesso al credito è diventato difficile, se non impossibile, non è una novità - spiega Sigismundo Bonanno presidente della delegazione cittadina di Confcommercio - e dall'altra parte non ci sono dubbi che l'accesso al credito è per le imprese l'unica possibilità per tirare avanti. Solo per fare un esempio basti pensare che nel 2012, un anno che per il commercio è stato catastrofico, più del 47% delle imprese commerciali risulta sofferente nei confronti dell'Inps". Insomma gli imprenditori commerciali non riescono più a pagare nemmeno gli oneri previdenziali e non riesco a farsi dare credito dalle banche per farvi fronte. Un pericolosissimo circolo vizioso che porta a continue chiusure di attività commerciali spesso solo dopo pochi anni. "Più del 30% di chi apre una nuova attività - precisa Bonanno - chiude entro i primi 5 anni e a pesare sono da una parte la crisi e tutte le difficoltà connesse, ma anche la poca esperienza di chi si improvvisa commerciante senza una preparazione di base che è fondamentale". Commercianti insomma, dice Bonanno, non ci si può improvvisare e soprattutto prima di iniziare bisogna valutare bene su cosa investire. "Abbigliamento e articoli da regalo e oggettistica - sottolinea il presidente - nel territorio non vanno completamente mentre a reggere è l'agroalimentare". Indicazioni precise quelle del presidente che affronta anche il delicato tema dell'usura. "Purtroppo chi è in difficoltà e non riesce ad ottenere credito dalle banche rischia di cadere nel giro pericolosissimo dell'usura - denuncia Bonanno - e per questo un grande aiuto arriva dalla Ascom fidi che garantendo il 50% del credito richiesto agevola l'accesso al credito perché offre alle banche una garanzia in più".

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