Chiello, «Pediatria trasferita a Enna»: e a Piazza è di nuovo alta tensione

Un ordine di servizio della direzione dell’azienda sanitaria riaccende i toni. Il sindaco: «È una provocazione?»

PIAZZA ARMERINA. Torna altissima la tensione all'ospedale Chiello sul reparto di Pediatria e secondo l'amministrazione comunale c'è un rischio concreto di ordine pubblico.
Un ordine di servizio arrivato sabato pomeriggio in ospedale avrebbe disposto che da domenica mattina (cioè da ieri mattina per chi legge, ndr) il personale della Pediatria e, addirittura, i ricoverati, siano trasferiti a Enna. A rendere nota la novità il sindaco Carmelo Nigrelli. «È una provocazione della direzione? Mentre noi chiediamo la deroga per il punto nascita, che vogliamo riaperto, in linea con quanto chiede il governo regionale e l'assemblea regionale siciliana, la dirigenza dell'azienda sanitaria dispone, di fatto, la chiusura del reparto di Pediatria», dice il primo cittadino, mentre intanto i comitati cittadini Pro Chiello, i sindacati, il personale e i consiglieri comunali in poche ore sono entrati in forte fibrillazione, considerando l'episodio un fatto gravissimo e inaccettabile.
Il sindaco Nigrelli ha inviato una nota urgente alla direzione generale dell'ospedale e alla Prefettura di Enna perché «potrebbero esserci anche problemi di ordine pubblico». «Pretendo - dice il primo cittadino - da sindaco della città, che i responsabili tecnici e politici di questa ennesima, improvvida, iniziativa ritornino sui loro passi o che vengano presi, verso di loro, i provvedimenti necessari». Per questo motivo anche le forze dell'ordine sarebbero state allertate per tenere sotto controllo la situazione e verificare che non succedano proteste fuori le righe.
Ma l'utenza, il personale e il mondo politico non sembrano più disposte a dover navigare a vista. I rapporti tra Sala delle Luci e l'azienda sanitaria provinciale erano già diventati tesi negli ultimi tempi, anche perché appena qualche settimana fa era scoppiata una forte polemica proprio sulla Pediatria, chiusa di fatto con una disposizione di servizio che dopo pochi giorni era stata sospesa. In quell'occasione tanto i comitati cittadini, i quali da anni si battono per evitare la chiusura del Chiello e ottenere un dimensionamento dignitoso del presidio, tanto l'amministrazione comunale, avevano parlato di concertazione saltata, rivolgendosi al governatore siciliano Rosario Crocetta e battendo i pugni. Contatti telefonici sono in corso in queste ore tra i vari esponenti del mondo politico armerino, quello sindacale e il personale. Anche per capire se e con quali modalità e tempi dovrebbe scattare un'ipotesi di chiusura. 

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