Nicosia, la battaglia per il Tribunale Cresce la speranza di poterlo salvare

La Corte Costituzionale ha anticipato la decisione sui ricorsi sollevati contro la nuova geografia giudiziaria

NICOSIA. La Corte Costituzionale ha anticipato a luglio la decisione sui ricorsi sollevati contro la riforma della geografia giudiziaria, che prevede anche la soppressione del Tribunale cittadino. Le udienze dinanzi alla Consulta, inizialmente fissate per ottobre sono state anticipate al 2 e 3 luglio. La notizia ha creato in città un certo fermento e riaperto la speranza di vedere annullare una riforma della Giustizia che da più parti viene ritenuta iniqua e poco rispettosa dei diritti del territorio. "Esprimiamo soddisfazione - commenta Salvatore Timpanaro presidente della sezione cittadina dell'Anai e autore della memoria con cui è stata sollevata la questione di legittimità costituzionale dinanzi al Tribunale cittadino che sarà decisa a maggio prossimo - è prevalsa in sede giurisdizionale quella ragionevolezza che è mancata in sede politica perché non avrebbe avuto senso decidere la questione a trasferimento effettuato". Il trasferimento nelle sedi accorpanti infatti è previsto entro il 13 settembre ma i ricorsi dianzi alla Consulta erano fissati a partire da ottobre. Ricorsi che per altro vedranno un intervento diretto, in difesa delle sedi siciliane soppresse e accorpate, dell'Unione fori siciliani. "Lunedì - spiega Giuseppe Agozzino dell'Unione fori che preferisce non entrare nel merito dell'anticipazione della trattazione dei ricorsi - depositeremo l'intervento nel ricorso della regione Friuli Venezia Giulia per fare valere le violazioni dello statuto della regione Sicilia, anche alla luce dell'abolizione delle province".  Alla Consulta viene chiesto da più parti di esaminare un provvedimento, il decreto legislativo 155/2012 e la relativa legge delega, la 148/2011, viziato, almeno secondo le ipotesi dei ricorrenti, da chiari profili di illegittimità. "Apprendiamo con estrema soddisfazione la decisione della Consulta di anticipare l'udienza. La battaglia dell'avvocatura, dei Comuni e delle popolazioni interessate che si battono contro la chiusura di mille uffici giudiziari - sottolinea Piergiacomo La Via presidente del Coordinamento unitario e componente - ha avuto il suo primo risultato. Come comunità nicosiana parteciperemo alla manifestazione del 30 maggio a Roma e porteremo avanti tutte le altre iniziative programmate. Speriamo che anche i nostri ricorsi di incostituzionalità, se accolti, potranno essere trattati nella stessa udienza del 2 luglio". Dinanzi al Tribunale cittadino la proposizione della questione di legittimità costituzionale è stata discussa all'udienza penale del 21 marzo e sarà decisa il 24 maggio dal giudice Giuseppe Tigano.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Enna: i più cliccati