Piazza Armerina, revocati fondi per i lavori al teatro Garibaldi

Il sindaco: «Non avvieremo un contenzioso perché le somme revocate servono ad integrare le somme destinate al museo del Palio»

ENNA. Perso un finanziamento di 170 mila euro per la manutenzione del teatro comunale Garibaldi. I fondi sono stati revocati dalla Regione Siciliana dopo i rilievi mossi dai funzionari regionali su alcune tavole progettuali. Un fatto destinato ad alimentare le polemiche, soprattutto in vista della imminente campagna elettorale per il rinnovo del governo di Sala delle Luci e del consiglio comunale. Pare che fossero state chieste formalmente delle integrazioni dagli uffici regionali, ma quelle arrivate dai tecnici comunali a Palermo sarebbero state ritenute non accettabili. A quanto pare una differenza di vedute tra il responsabile unico del procedimento che aveva validato il progetto come esecutivo e il funzionario regionale preposto alle verifiche, il quale non avrebbe ritenuto accettabili alcune tavole a causa di una differenza nelle testate. A quel punto i fondi su quel progetto sono saltati. E mentre in molti parlano di grave dimostrazione di incapacità amministrativa Sala delle Luci tende a sminuire la vicenda. «Abbiamo deciso di non avviare un contenzioso perché le somme revocate servono ad integrare il finanziamento del museo del Palio, infatti la graduatoria approvata dal dipartimento regionale dei Beni culturali vedeva i due progetti (teatro e museo del Palio) al sesto e settimo posto, ammettendoli entrambi al finanziamento», dice il sindaco Carmelo Nigrelli, raccontando quanto successo nei rapporti tra Piazza e Palermo. In realtà il bando regionale metteva a disposizione 8 milioni di euro destinati a 8 progetti siciliani, tra cui i due armerini, che nel complesso prevedevano un costo di 8 milioni e 300 mila euro a livello regionale. In pratica il progetto sul Museo del Palio, con un costo totale di 600 mila euro, veniva finanziato solo per il 50 per cento, con la restante quota che sarebbe dovuta pesare sulle casse comunali. Ma di questi tempi, con il Patto di Stabilità al limite e le casse sempre più vuote, autofinanziarsi 300 mila euro per fare un museo è praticamente impossibile.
«In considerazione del fatto che parte dei lavori previsti nel progetto del teatro erano già stati realizzati, come ad esempio la ristrutturazione della platea, sostituzione delle poltrone e delle sedie, di alcuni termosifoni e tinteggiature di alcuni locali, e che il Museo del Palio rappresenta un reale aumento dell'offerta ai turisti del nostro centro storico, ho valutato, di concerto con l'assessore ai Lavori pubblici Gaetano Guccio e l'ingegnere capo Mario Duminuco, di non avviare un'azione legale nei confronti della Regione», aggiunge il primo cittadino. «In tal caso, infatti, avremmo rischiato di non potere realizzare il Museo a causa dei tempi stretti per la realizzazione che derivano dal finanziamento europeo", conclude. Insomma l'idea che ne viene fuori è che in qualche modo il teatro comunale e le sue esigenze di manutenzione siano state sacrificate in nome di un finanziamento totale del Museo dedicato al Palio dei Normanni, in modo da arricchire ulteriormente l'offerta prevista nell'ambito del Simpa, il sistema museale cittadino messo in piedi nell'autunno scorso. 

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