Valguarnera, social card per i bisognosi Il comune offre una mano a 40 famiglie

Si tratta di una forma di assistenza economica diretta: per un anno forniti pane, pasta, zucchero e altri beni

VALGUARNERA. Il Comune attiva una social card per le famiglie bisognose. Prende il nome per l'esattezza di fidelit card- banco alimentare e sarà destinata a 40 famiglie, anche se le istanze pervenute sono già più di cento. Si tratta di una forma di assistenza economica diretta il cui fine è quello di destinare ai poveri e per la durata di un anno beni di prima necessità: pane, pasta, zucchero e quant'altro necessario per il sostentamento di famiglie povere. A fornire la social card sarà il Comune grazie alla convenzione sottoscritta con la fondazione «Ebbene- Banco opere di carità Sicilia». Possono accedere al servizio, fino alla concorrenza della disponibilità dei fondi previsti nel Bilancio Comunale, il capo famiglia o l'intestatario della scheda anagrafica, residente a Valguarnera da almeno un anno, che versa in condizioni di disagio economico, subordinata al fatto di non possedere beni mobili o immobili (oltre la casa di abitazione) e il cui indicatore ISEE non sia superiore a cinquemila euro. Per quanto invece attiene la popolazione anziana è stato avviato sia il servizio di assistenza domiciliare che il buono socio-sanitario. Questi servizi assicurano l'assistenza domiciliare per tre volte alla settimana a circa 20 anziani e disabili gravi. I fondi sono stati stanziati dalla regione siciliana attraverso finanziamenti provenienti dalle risorse del piano di zona. Per quanto attiene i minori sono stati altresì avviati un centro di aggregazione per minori e il servizio educativo domiciliare per minori a rischio. Il centro di aggregazione e' stato avviato presso i locali della scuola elementare Sebastiano Arena con la partecipazione di 25 bambini. Le attività che vengono svolte sono di sostegno alle attività scolastiche e ludico ricreative. "Avere attivato questo servizio, in prospettiva -sottolinea il sindaco Leanza- può significare la riduzione del costo dei ricoveri dei minori che impegna il comune per circa 400 mila euro all'anno. La crisi economica ha colpito tutte le famiglie del nostro paese. Le scarse risorse finanziarie disponibili devono essere indirizzate verso le fasci più deboli e per questo stiamo lavorando per garantire i servizi essenziali attenzionando le famiglie più deboli. Nel nostro paese -continua- la fascia di povertà è sensibilmente aumentata, oltre 200 famiglie senza alcun reddito e questo costituisce un problema che gli organi politico/istituzionali non possono non affrontare. È necessario reperire risorse e destinarle nel settore dell'assistenza, d'intesa con i gruppi consiliari, con le forze politiche con le associazioni che operano nel settore, dobbiamo definire una comune strategia. È difficile -conclude- lavorare in condizioni di continua emergenza». 

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