Fiera di maggio, la crisi pesa ancora: dimezzati gli operatori commerciali

Il sito di contrada Bellia non ha mai appassionato la categoria, che spinge per organizzare questi eventi in centro

PIAZZA ARMERINA. Dimezzato il numero degli operatori commerciali armerini partecipanti alla locale Fiera di Maggio di tre giorni di fine mese, mentre il numero complessivo degli ambulanti tende a diminuire ancora rispetto al passato. Saranno 129 i commercianti presenti alla prossima fiera del 27,28 e 29 maggio, ma di questi appena 9 saranno della città dei mosaici, rispetto ai 16 del 2011. Nell'elenco dei titolari di bancarelle autorizzati dall'ufficio Commercio a montare la propria bancarella all'interno dell'area ex Siace figurano sempre meno operatori piazzesi. Il numero totale effettivo dei partecipanti, però, potrebbe calare ulteriormente. Anche nel 2011, ad esempio, dei 152 operatori richiedenti un posto poi se ne presentarono 135. Il sito fieristico di contrada Bellia non ha mai appassionato la categoria, convinta da sempre della necessità di organizzare questi eventi all'interno del centro abitato. Ma la crisi economica degli ultimi anni sembra aver ridotto ulteriormente le possibilità di rilancio di questo tradizionale appuntamento primaverile con il commercio fieristico che un tempo rappresentava un forte magnete per tutto il circondario. La fiera di fine maggio armerina sembra ormai interessare gli operatori etnei, visto che il 50 per cento dei commercianti arriva dalla provincia di Catania. Dati sulla Fiera non incoraggianti, ma a diminuire notevolmente negli ultimi anni è stato anche il numero dei partecipanti alla Fiera del Bestiame in programma ogni fine mese. Nel giro di qualche anno il numero degli allevatori presenti all'appuntamento zootecnico si è di fatto progressivamente dimezzato. Meno allevatori, meno incassi, meno animali in vendita e meno visitatori nell'area ex Siace. Una caduta in picchiata libera dell'evento fieristico contro la quale la giunta e il consiglio comunale avevano tentato di opporsi con una rimodulazione del regolamento comunale che disciplina tasse e tariffe della fiera. Il pagamento di un biglietto per l'ingresso e del suolo pubblico per gli allevatori, una più rigorosa previsione di regole per poter accedere con gli animali all'interno del sito fieristico, unitamente alla crisi economica in atto, hanno di fatto da tempo ristretto la capacità attrattiva una volta ricoperta dalla fiera zootecnica della città dei mosaici. Le oltre cinquanta revoche delle autorizzazioni del mercato settimanale conseguenti alle assenze ripetute degli ambulanti, poi, con il progressivo ridimensionamento del sito mercatale, hanno fatto il resto, deprimendo ancora di più il comparto commerciale armerino.

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