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Crisi, aumentano nell’Ennese le case messe all’asta

ENNA. Aumenta di un quinto nell'arco di nove mesi il numero di appartamenti, capannoni industriali, terreni e aziende agricole messe all'asta dai tribunali nell'Ennese, per pagare i debiti dei loro proprietari.
All'indomani della tragedia di Vittoria, nel Ragusano, dove un padre di famiglia si è dato fuoco di fronte all'ufficiale giudiziario, che era venuto a notificargli la vendita all'asta della sua unica casa, anche in provincia di Enna la crisi economica rischia di produrre un allarme sociale. Da agosto a oggi sono aumentati quasi del venti per cento il numero dei «lotti» messi all'asta. Aumentano le vendite «coattive».
I dati segnano il superamento persino del dato del 2010, che fu un vero e proprio anno «horribilis» per numero vendite all'asta: i beni in vendita erano 183. Ad agosto del 2012 164. Oggi 192. Il che significa un più 17,1 per cento. Il rialzo è trainato da Nicosia, dove i lotti all'asta sono ben 38. E si ha l'impressione, parlando con gli avvocati e gli esperti delle cosiddette «esecuzioni immobiliari», che questo dato possa essere destinato a salire ancora. Per scoprire il dettaglio delle vendite, è sufficiente aprire una pagina web, sul motore di ricerca di astegiudiziarie.it. Si tratta, spiegano gli esperti, di uno strumento in mano ai creditori per avviare, tramite i tribunali, la vendita forzata di un bene e vedere indietro i propri soldi; quando questo, in altri modo, sembra quasi impossibile.
La legge prevede che se una persona o una società risultino gravati da debiti insoluti, i loro beni possano essere oggetto di vendita forzata. Così viene permesso ai creditori di assicurarsi il «soddisfacimento» del loro credito. In territorio ennese, la categoria di beni maggiormente sottratti ai proprietari è quella degli appartamenti, venduti perché il titolare non è riuscito a pagare il mutuo; ma ci sono anche tante aziende svendute per la stessa ragione. Nove volte su dieci da internet infatti si evince che i creditori sono proprio le banche.
L'aumento del numero di beni venduti, in buona sostanza, è un indice di crisi economica, in un contesto internazionale a dir poco problematico. In molti casi, le vendite non riguardano l'intera proprietà di un bene, ma una frazione: tra gli eredi di una casa, a essere indebitato magari è solo uno. E così la sua quota di quel bene viene messa all'asta.
Riguardo agli immobili, ce n'è per tutti i gusti e per tutte le tasche: dal più costoso, uno stabilimento industriale che sorge su un lotto di terreno, in contrada Milocca a Assoro, in vendita per 4 milioni 390 mila euro; al meno prezzolato, un appezzamento di terreno a Piazza Armerina, in vendita per solo 160 euro.

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