Ticket sull’uso degli impianti sportivi a Piazza, l’avviso di mora sarà uguale per tutti

L'uso del Palatenda ed i relativi pagamenti al centro dello scontro tra la Studentesca Armerina e il Comune

PIAZZA ARMERINA. «Ticket chiesti a tutte le associazioni morose, senza atteggiamenti persecutori verso singole società sportive». L'uso del Palatenda e il pagamento dei ticket al centro dello scontro tra la Studentesca Armerina e il Comune. L'amministrazione comunale con un prospetto predisposto dal settore Sport ha fatto il punto sulla situazione del ticket pagato dalle varie associazioni, dopo essere stata accusata di aver usato due pesi e due misure nelle intimazioni di pagamento. L'ufficio comunale allo Sport aveva dato 10 giorni di tempo alla Studentesca per liquidare il canone comunale per l'uso della struttura di contrada Santa Croce, pena il divieto di accesso all'impianto sportivo. Ma il mancato pagamento dei ticket sarebbe stato legato in realtà ad una richiesta di trasparenza e parità di trattamento avanzata dai dirigenti della compagine sportiva. «Abbiamo sospeso il pagamento del ticket comunale quando ci siamo resi conto che non tutte le associazioni sportive erano state chiamate a partecipare alle spese di gestione, abbiamo chiesto chiarimenti e comunicato che avremmo sospeso i pagamenti che regolarmente effettuiamo da due anni fino a quando non ci avessero dimostrato che non c'è una disparità di trattamento nell'azione amministrativa con le altre associazioni sportive», aveva spiegato Giuseppe Diana, dirigente responsabile della Studentesca Armerina. «L'ente ha chiesto i ticket regolarmente a tutte le associazioni morose, nessuna disparità di trattamento, come emerge dal prospetto riepilogativo tutte le associazioni hanno regolarmente pagato per i mesi di novembre, dicembre, gennaio e febbraio, ad eccezione della Studentesca Armerina e di un'altra associazione che dal mese di febbraio non hanno più pagato», ha replicato il sindaco Carmelo Nigrelli in una nota di tre pagine inviata alla Studentesca, non senza riservarsi di «adire le vie legali» contro la stessa società per alcune affermazioni critiche che sarebbero state considerate «lesive dell'immagine del Comune». «Per quanto riguarda le altre strutture sportive comunali, come il campo sportivo, la palestra Garibaldi, il Comune non ha proceduto alla richiesta di pagamento del ticket poiché, non disponendo di personale di custodia di ruolo, le società che le utilizzano si sono fatte carico della custodia e della pulizia quando il personale dei cantieri di servizio non ha potuto garantire la corretta funzione a causa dei periodi di sospensione e delle poche ore lavorative giornaliere», scrive l'amministrazione comunale.

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