Baby-squillo ad Enna: la lista del peccato

Dettagli sui clienti della ragazzina sfruttata dalla zia per mantenere casa in affitto, vizio delle sigarette e delle sale da gioco
Enna, Archivio

ENNA. La lista dello squallore, l'elenco dei clienti che sarebbero andati a letto con una baby prostituta di Enna, indotta a vendere il proprio corpo con alcuni di loro a soli 15 anni, si chiude con tredici nomi. A loro, e alla presunta sfruttatrice, il sostituto procuratore della Dda di Caltanissetta Maria Pia Ticino ha fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. L'indagine, condotta dalla squadra mobile, si chiude con quattordici indagati, ma non è l'unica novità arrivata dall'avviso di fine indagine. Gli incontri sessuali a pagamento si sarebbero consumati a Enna, Calascibetta, Villarosa, Campobello di Licata, nell'Agrigentino, a Misterbianco e Catania, dal dicembre del 2011 al settembre dell'anno successivo, quando scattò l'operazione degli uomini della sezione crimini sessuali della Mobile, diretta dal vicequestore Giovanni Cuciti. A settembre la ragazzina fu allontanata dalla "zia" e portata in comunità, in un'altra provincia. Lei, spiegarono gli inquirenti, la sfruttava per mantenere un tenore di vita "regolare", con tanto di casa in affitto, vizio delle sigarette e delle sale da gioco, benché formalmente vivesse solo di alcuni sussidi comunali. La ragazzina, insomma, sarebbe finita al centro di un lenocinio gestito da una maitresse quarantenne, sua lontana parente, che l'avrebbe avviata al mestiere più antico facendola partecipare agli incontri e poi mandandola sola. Così l'indagine "Pandemia", che portò inizialmente in carcere la presunta sfruttatrice, oggi ai domiciliari, e all'emissione di numerosi avvisi di garanzia, si chiude con quattordici indagati, tra cui due ultrasettantenni. E ci sono anche quattro clienti provenienti dalle province di Catania e Agrigento. Fra i quattordici, com'è ovvio, c'è anche la presunta sfruttatrice, L.B., ennese di 41 anni, difesa dall'avvocato Franco Puzzo del foro di Catania. Gli altri indagati sono gli ennesi L.A. di 51 anni, P.T. di 70, L.P. di 58, G.T. di 62, A.C. di 56, S.P. di 41, L.F. di 43 e G.C. di 67, lo xibetano C.B. di 77 anni; i catanesi F.A., 56 anni di Ramacca e F.M., 65 anni di Belpasso; e gli agrigentini C.C. di 49 anni e M.A. di 74 di Campobello di Licata. In quattro, L.A., G.T., P.T. e L.P., sono accusati di esser stati con la ragazzina prima ancora che compisse i sedici anni. I presunti clienti sono difesi dagli avvocati Michele Baldi, Gabriele Cantaro, Giuliana Conte, Mario Costa, Francesco Costantino, Michela Lapertosa, Giovanni Lo Leggio, Salvatore Ganci, Giovanni Palermo, Alessandro Faraci, Salvatore Manganello e Mario Mangiapane. La maggior parte degli indagati, perlopiù operai, camerieri, pensionati e agricoltori, ma c'è anche un sindacalista, poche settimane fa sono stati riconosciuti direttamente da lei, la ragazzina, che ha fatto il loro nome o li ha descritti, nel corso di un incidente probatorio. Adesso gli indagati hanno 20 giorni di tempo per depositare memorie difensive, chiedere al pm di essere interrogati o di rilasciare spontanee dichiarazioni o chiedere nuovi atti di indagine.

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