Patenti facili a Enna, prime ammissioni: "Esami a nome di altri tre"

ENNA. «È vero, ho fatto esami a nome di altre tre persone. Ma non faccio parte di nessuna associazione per delinquere». Parziali ammissioni per Salvatore Roccazzella, il ventenne posto ai domiciliari dalla squadra mobile nell'operazione «Guida Insicura», la settimana scorsa assieme ad altre tre persone nell'ambito dell'ultimo scandalo sulle patenti facili in provincia di Enna. Roccazzella, è emerso dall'inchiesta, sarebbe un esperto di quiz per la patente; e in un'occasione avrebbe fatto esami sotto le mentite spoglie di un'altra persona, che avrebbe pagato il "servizio" alla scuola guida. Difeso dall'avvocato Sinuhe Curcuraci, lui avrebbe ammesso pure altri due episodi, ma ha negato l'accusa di associazione a delinquere, dicendo di conoscere solo Antonino Lambusta, co-indagato. Dinanzi al gip è stato poi interrogato anche lo stesso Lambusta, difeso dall'avvocato Antonio Impellizzeri, che emerge come una sorta di figura-chiave dell'inchiesta. Ha ammesso tre circostanze, ovvero tre sedute di esami teorici, mai pratici, riguardanti altrettanti suoi clienti. In alcuni casi, al posto dell'esaminando, sarebbe andato Roccazzella, un'altra volta una ragazza, di cui non ha voluto fare il nome. Ha negato che esistesse alcun "patto associativo": avrebbe agito autonomamente, senza mettersi d'accordo con gli altri, in un momento di particolare bisogno economico.Nel corso del loro esame, invece, hanno respinto le accuse sia il Giuseppe Muscarà che Eros Crisafulli. Il primo, difeso dall'avvocato Curcuraci, si è proclamato innocente, ammettendo solo un episodio, cioè di aver dichiarato che alcune persone avessero seguito lezioni da lui, per un problema territoriale. Ma lo avrebbe fatto per fare un favore a Lambusta, particolare che sarebbe stato confermato da quest'ultimo. Ma non ha mai saputo, ha aggiunto, se avessero fatto esami o no; e ha puntualizzato di non saperne nulla neppure di certificati medici falsi. Anche Crisafulli, difeso dall'avvocato Edoardo Bonasera, ha negato ogni accusa su presunti certificati medici falsi: nessun medico, ha sottolineato, è mai venuto nella sua scuola guida. I certificati falsi, secondo Crisafulli, venivano fuori da altre parti, non dalle sue scuole guida.

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