Nicosia, ancora raccolta a singhiozzo L’Ato: «Garantiremo tutti i servizi»

Continua il «botta e risposta» fra il Comune e la società che si occupa di igiene ambientale

NICOSIA. Rifiuti raccolta a singhiozzo ieri in città, dove i netturbini comunali fino a pochi giorni fa comandati dall’Ato Enna Euno, non hanno lavorato, ma sono rimasti a disposizione dell’Ufficio tecnico comunale. È successo dopo che la giunta municipale ha deciso di «uscire» dall’Ato che dal canto suo continuerà a garantire il servizio così come ha concordato con il Prefetto e lo farà utilizzando i 15 netturbini inizialmente assunti da Sicilia Ambiente ed adesso transitati alla società d’ambito.
Si è protratto a lungo ieri il vertice in Prefettura a cui l’amministrazione comunale non ha partecipato, mentre in consiglio comunale i consiglieri del Pdl, nella seduta di ieri sera, hanno presentato un documento con il quale chiedono che vengano garantiti i posti di lavoro sia dei comandati che degli assunti diretti. «Abbiamo preso l’impegno con il Prefetto — spiega Michele Sutera del collegio di liquidazione dell’Ato — e continueremo a portare avanti il servizio con i 15 netturbini assunti da noi e faremo a meno dei comandati. Il servizio lo porteremo avanti — sottolinea Sutera — anche se il Comune ha nei nostri confronti debiti per 1,3 milioni di euro. Ieri il servizio è stato garantito solo in parte perché le chiavi dei mezzi erano nella disponibilità dei comandati che non sono venuti al lavoro, ma da oggi — promette — il servizio sarà regolare».
La rottura tra amministrazione comunale e Ato si è registrata nei giorni scorsi anche se il braccio di ferro si trascinava da circa un anno. L’amministrazione ha sempre lamentato di non ricevere i giustificativi di spese, per questo ha limitato le anticipazioni per garantire le spese di mantenimento del cantiere nicosiano e il conferimento in discarica. L’Ato vanta un credito di 1,3 milioni di euro per quote non pagate per il 2012 e per il 2013, ma il Comune a sua volta vanta dall’Ato un credito per 2,2 milioni di euro e per recuperare l’ingente cifra ha ottenuto dei pignoramenti verso terzi, ma l’Ato non è rimasta a guardare e ha presentato ricorso per ottenere la sospensiva. Mercoledì prossimo ci sarà udienza e se ne saprà di più. Intanto si aspetta di conoscere nel dettaglio la delibera di Giunta con la quale lunedì è statod eciso di «uscire» dall’Ato. Il documento, infatti, fino a ieri nonera stato pubblicato nell’Albo Pretorio e gli stessi consiglieri comunali hanno lamentato di non conoscerla.

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