Larghe intese a Piazza Armerina, ora pure il Pd entra nei giochi

Verso il ballottaggio. L’inviato di Crocetta prima sconfessa l’accordo Megafono-Pdl poi dà il via libera acll’alleanza

PIAZZA ARMERINA. I vertici regionali de Il Megafono prima bocciano l'accordo politico chiuso con il centrodestra a Piazza Armerina e lo stralciano, poi danno il via libera finale all'accordo. Un vertice politico regionale tra Pd, Udc e Il Megafono, avvenuto sabato sera, ha rischiato di far saltare l'apparentamento siglato sabato mattina tra il centrodestra guidato dal candidato sindaco Maurizio Prestifilippo e il movimento di Crocetta guidato dall'imprenditore Ranieri Ferrara. E in realtà per alcune ore l'apparentamento è proprio saltato. «Per difetto di delega», come ha scritto e detto Loredana Lauretta, capo di gabinetto del governatore Rosario Crocetta, piombata all'ufficio Elettorale di via Muscarà, ieri mattina.
Per un difetto di chiarimento politico, in realtà, come è emerso in modo chiaro durante la convulsa mattinata. La Lauretta ha di fatto azzerato l'apparentamento, perché le carte in pratica non erano in regola. Cioè il gruppo dirigente piazzese de Il Megafono avrebbe avuto la delega sulle liste, ma non quella sull'apparentamento. Il problema formale, in realtà, nascondeva un grosso nodo politico emerso dal vertice di sabato sera a Palermo. Pare che la notizia dell'apparentamento tutto armerino tra i crocettiani e i berlusconiani, infatti, abbia urtato e non poco il Partito democratico piazzese, già pesantemente in rotta di collisione con Il Megafono, ma anche quello provinciale e regionale.
Da Piazza si parla di una telefonata partita da un grosso esponente del Pd ai dirigenti de Il Megafono, poi la richiesta di chiarimento e il vertice politico. Quindi la nuova linea politica in extremis lanciata da Crocetta e dal segretario politico del Pd, Giuseppe Lupo: fare di tutto per tenere uniti democratici, crocettiani e Udc. Da qui l'arrivo in città del capo di gabinetto Lauretta con una pillola amara per il gruppo dell'imprenditore Ferrara, al quale è stato chiesto di tentare nuovamente una possibilità di apparentamento con il candidato Filippo Miroddi, non andata in porto. Al segretario del Pd, Gianfranco La Porta, e al sindaco uscente Carmelo Nigrelli è stato chiesto lo stesso tentativo, con un incontro dei dirigenti del Pd avvenuto con l'entourage di Miroddi. Anche in questo caso apparentamento non andato in porto. A questo punto Lupo e Crocetta hanno dato il via libera all'apparentamento Prestifilippo-Ferrara, ma avrebbero spinto anche per un tentativo di apparentamento tra Nigrelli e Prestifilippo. Ipotesi quest'ultima difficile da realizzare sia per i tempi stretti (il termine scadeva alle 14 per gli apparentamenti) che per la necessità di entrambe le parti di dover consultare in via preventiva i rispettivi gruppi dirigenti. Prestifilippo ha anche incontrato Nigrelli e pare dovrà incontrarlo di nuovo nei prossimi giorni, ci sarebbe la disponibilità del candidato di centrodestra a ragionare su programmi e anche su uomini nell'ottica di larghe intese.

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