Alleanze a Piazza Armerina, così si va al ballottaggio

PIAZZA ARMERINA. Silenzio elettorale per i due sfidanti al ballottaggio. Da domani e per 48 ore la parola passa alle urne. Sono 22.579 sulla carta gli elettori piazzesi chiamati al voto per eleggere il nuovo inquilino di Sala delle Luci. I due candidati hanno definito il sistema delle alleanze nelle due settimane successive al primo turno. Il farmacista ed ex sindaco Maurizio Prestifilippo, sostenuto da Pdl, Grande Sud, Fratelli d'Italia, Mir e Sicilia in Movimento, conta sul supporto de Il Megafono dell'imprenditore Ranieri Ferrara. L'accordo è inedito nel panorama siciliano, tanto da far sobbalzare in un primo momento dalla poltrona il governatore siciliano Rosario Crocetta, poi deciso a dare il proprio benestare dopo un chiarimento politico. Ferrara al primo turno aveva preso il 9,19 per cento dei voti, in tutto 1021 preferenze, mentre le liste a suo sostegno avevano ottenuto poco più di 1250 voti. Prestifilippo pare poter contare anche sui voti del gruppo di Renzo Amore, candidato sindaco rimasto fuori dal ballottaggio, presente accanto al farmacista negli ultimi comizi di Piano Duilio. Amore porta in dote, almeno sulla carta, circa 400 voti.

Al primo turno Prestifilippo era stato il candidato che più degli altri aveva sofferto il voto disgiunto, o comunque disomogeneo rispetto alle liste a sostegno. In pratica alle cinque liste a suo supporto erano andati 4.383 voti, ma alla sua candidatura 2.564 voti. Il medico Filippo Miroddi, al primo turno sostenuto dalle tre liste Patto per la Città, Udc e Miroddi Sindaco, può contare sull'appoggio di un altro dei candidati rimasti fuori dal ballottaggio, il vigile urbano ed ex leader provinciale dei Cobas Luigi Bascetta, al quale erano andati al primo turno ben 1511 voti, ma con sole 678 preferenze di lista. Un'affermazione personale che il vigile spera di ripetere. Ago della bilancia del ballottaggio potrebbe essere l'entourage politico del sindaco uscente Carmelo Nigrelli, tagliato fuori dal secondo turno dopo aver ottenuto 2.245 voti.

Il gruppo dirigente del Pd attribuisce al Megafono la causa della sconfitta elettorale e di certo una componente forte del partito sembra intenzionata a voler punire il gruppo Ferrara. Del resto lo stesso Nigrelli su facebook ha chiaramente chiesto al suo elettorato di votare Miroddi, anche se in una precedente presa di posizione del segretario democratico Gianfranco La Porta questa scelta di campo così esplicita non era emersa in modo così netto. Il Pd al primo turno aveva preso 1.839 voti, la lista più votata, mentre ad un'altra lista, Nigrelli Sindaco, erano andate 822 preferenze. Il Movimento Cinque Stelle, con un voto deludente alle spalle, ha deciso, almeno ufficialmente, di non mescolare i propri voti con quelli dei due contendenti. Decisiva potrebbe essere anche l'astensione del voto. Al primo turno era andato al voto il 61,86 per cento degli elettori. Ci si attende una soglia molto più bassa.

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