Acqua contaminata alla Villa Romana, parte la controanalisi dei campioni

Le analisi dell'Asp avevano portato alla chiusura dei servizi del sito Unesco, facendo emergere la presenza di batteri

PIAZZA ARMERINA. Controanalisi fatte effettuare dal sindaco uscente Carmelo Nigrelli e dall'assessore ai Lavori pubblici Tanino Guccio su altri tre campioni di acqua della Villa Romana del Casale. Campioni prelevati negli stessi tre punti del prelievo effettuato dai funzionari dell'Asp che avevano rilevato un «significativo inquinamento microbiologico». I due ormai ex amministratori pare vogliano vederci chiaro. Le analisi dell'azienda sanitaria provinciale avevano portato ad un'ordinanza di chiusura dei servizi igienici del sito Unesco, facendo emergere la presenza di batteri coliformi ed escherichia coli nell'acqua prelevata dal lavabo donne dei wc del sito archeologico, in un rubinetto dell'area parcheggi e nel fiume Nocciara. L'amministrazione uscente pare abbia fatto prelevare altri tre campioni dagli stessi punti, a cura di un laboratorio privato che avrebbe già sul proprio tavolo i risultati. E non è ancora chiaro se il canale delle controanalisi sia ufficiale, cioè attivato dagli amministratori per conto del Comune o come privati cittadini. Ma per quale motivo sarebbe stata fatta una controanalisi? Pare evidente come il quadro complessivo della vicenda abbia ingenerato alcune perplessità all'assessorato comunale ai Lavori pubblici, tanto da decidere di passare al vaglio il lavoro dell'Asp. La chiusura dei bagni pubblici era stata firmata proprio dal sindaco Nigrelli il 17 giugno scorso, dopo l'arrivo sul tavolo di Sala delle Luci di una nota dell'Asp di Enna, distretto di Piazza Armerina, con l'esito delle analisi sui campioni d'acqua. L'uso sanitario e potabile dell'acqua era stata a quel punto vietata per evitare possibili pericoli alla salute pubblica. Nel frattempo, però, per motivi che per ora non trapelano, l'amministrazione si era mossa per verificare quei dati scientifici. Tanto il sindaco uscente Nigrelli quanto l'assessore Guccio hanno confermato l'avvio delle controanalisi, già effettuate, forse ripetute più di una volta, ma non hanno voluto per ora rilasciare dichiarazioni ufficiali sui motivi della decisione. Nei prossimi giorni l'esito delle controanalisi dovrebbe essere reso noto. Su tutta la vicenda si aggiunge il lavoro della Procura di Enna e degli investigatori del distaccamento armerino del Corpo Forestale che stanno conducendo da due settimane un'indagine sul sistema di deflusso delle acque nere a valle dei servizi igienici del sito archeologico. L'inchiesta era partita da un esposto depositato dal sindacato Confesercenti, portando ad una serie di sopralluoghi e prelievi di campioni d'acqua anche da parte dell'Arpa.

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