Le meduse invadono il mare siciliano: la mappa

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Nonostante quella del 2013 sia tra le estati meno calde le meduse “invadono” il mare siciliano. Secondo gli esperti, più che il surriscaldamento delle acque, a provocare il moltiplicarsi di meduse è la pesca intensiva che ha impoverito l’ecosistema marino privando le meduse di molti possibili nemici in lotta con loro per il cibo; così le meduse trovano più facilmente piccole alghe e dunque hanno la possibilità di crescere e moltiplicarsi.Sempre più frequenti gli avvistamenti nel mare dell’isola segnalati anche al sito e alla relativa app meteomeduse.focus.it, un monitoraggio scientifico del fenomeno ma soprattutto un servizio per i turisti e i bagnanti promosso da Focus in collaborazione con l’Università del Salento e Cnr-Ismar per arricchire la mappa degli avvistamenti, particolarmente frequenti in Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna.Occorre fare attenzione, ma nessun allarme. Non tutte le meduse sono urticanti: molte sono innocue per l’uomo, anche se è sempre meglio evitare di toccarle. “Le meduse non ci attaccano, siamo noi che andiamo loro addosso. Quando si è punti la prima cosa da fare è lavarsi con acqua di mare e non con acqua dolce perchè questa favorirebbe la scarica del veleno”, consiglia Mario Aric, dermatologo dell’Università di Medicina di Palermo, intervistato da rainews24.“Mentre applicare una pietra calda, strofinare con sabbia calda, lavare con ammoniaca o urina, aceto o alcol, sono rimedi fai da te che non sono solo inutili, ma possono anche peggiorare la situazione. Bisogna – aggiunge - andare al pronto soccorso in caso di reazione cutanea diffusa, difficoltà respiratorie, sudorazione, pallore e disorientamento”. Nella foto Loredana Accardo segnala una medusa a Torre Salsa, riserva naturale gestita dal Wwf tra Siculiana e Montallegro (servizio a cura di Calogero Giuffrida).
Nonostante quella del 2013 sia tra le estati meno calde le meduse “invadono” il mare siciliano. Secondo gli esperti, più che il surriscaldamento delle acque, a provocare il moltiplicarsi di meduse è la pesca intensiva che ha impoverito l’ecosistema marino privando le meduse di molti possibili nemici  in lotta con  loro per il cibo; così le meduse trovano più facilmente piccole alghe e dunque hanno la possibilità di crescere e moltiplicarsi.Sempre più frequenti gli avvistamenti nel mare dell’isola segnalati anche al sito e alla relativa app meteomeduse.focus.it, un monitoraggio scientifico del fenomeno ma soprattutto un servizio per i turisti e i bagnanti promosso da Focus in collaborazione con l’Università del Salento e Cnr-Ismar per arricchire la mappa degli avvistamenti, particolarmente frequenti in Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna.Occorre fare attenzione, ma nessun allarme. Non tutte le meduse sono urticanti: molte sono innocue per l’uomo, anche se è sempre meglio evitare di toccarle. “Le meduse non ci attaccano, siamo noi che andiamo loro addosso. Quando si è punti la prima cosa da fare è lavarsi con acqua di mare e non con acqua dolce perchè questa favorirebbe la scarica del veleno”, consiglia Mario Aric, dermatologo dell’Università di Medicina di Palermo, intervistato da rainews24.“Mentre applicare una pietra calda, strofinare con sabbia calda, lavare con ammoniaca o urina, aceto o alcol, sono rimedi fai da te che non sono solo inutili, ma possono anche peggiorare la situazione. Bisogna – aggiunge - andare al pronto soccorso in caso di reazione cutanea diffusa, difficoltà respiratorie, sudorazione, pallore e disorientamento”. Nella foto Loredana Accardo segnala una medusa a Torre Salsa, riserva naturale gestita dal Wwf tra Siculiana e Montallegro (servizio a cura di Calogero Giuffrida).