Tribunale di Nicosia, da settembre udienze nel capoluogo

Chiusa la sessione a luglio, ma quest’anno non ci sarà la ripresa. Non in questo presidio, di fatto soppresso

NICOSIA. Tra volti delusi e la preparazione dei primi pacchi, al Tribunale cittadino si respira aria di smobilitazione. Con la fine di luglio l’attività d’aula ordinaria del Tribunale ha chiuso i battenti come ogni anno, ma questa volta c’è tanta amarezza perché a settembre, al rientro dalla sospensione estiva, le attività d’aula sono già state calendarizzate ad Enna. Le ultime udienze, si è trattato di cause civili presidenziali e previdenziali, si sono celebrate martedì 30 luglio mentre quelle penali si erano concluse la settimana precedente. E ieri la garbata visita della dottoressa Genova, primo dirigente del Tribunale di Enna, che è venuta a conoscere il personale, ha fatto sentire più vicina la fine di un presidio di giustizia a cui la città è abituata da 151 anni. Dopo l’Unità, visto che il Tribunale in città c’era dal Medioevo, era stato istituito il 9 febbraio del 1862 da re Vittorio Emanuele II.

L’aria di smobilitazione non si respira solo nei corridoi semideserti, come sempre in estate visto che vengono trattati solo gli affari straordinari legati ad operazioni delle forze dell’ordine e le esecuzioni, ma soprattutto nei volti delusi dei dipendenti tra i quali c’è ancora chi spera che qualcosa possa ancora essere modificato. Le speranze però sono poche e questo nonostante gli innumerevoli tentativi del territorio di evitare la soppressione. Ad oggi nulla di nuovo, a parte la flebile speranza legata alla proroga di un anno votata dalla commissione Giustizia del Senato che però è solo un primo passo per ottenerla, e quindi a partire dal 14 settembre, a meno di un cambio di rotta ma sarebbe meglio dire di un miracolo, il circondario giudiziario afferirà al Tribunale di Enna dove già si stanno approntando i locali, anche se ancora manca materialmente l’organizzazione del trasloco che oltre ai fascicoli e alle suppellettili, prevede lo spostamento anche dei corpi di reati e di tutte le attrezzature utilizzate per le indagini, ossia materiale che deve essere trasportato con grande cautela e non da una qualunque ditta di traslochi.

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