Barrafranca, due anni d’inferno fra le mura di casa: arrestato per maltrattamenti

Una serie inaudita di violenze quotidiane, con il lancio di oggetti domestici, minacce di morte e ingiurie

ENNA. Secondo gli investigatori da due anni si sarebbe reso protagonista di diversi episodi di violenza nei confronti della moglie. Finisce in carcere il pregiudicato Michel Marchì, 26 anni, disoccupato.
I carabinieri della Stazione barrese, diretti dal luogotenente Epifanio Giordano, lo hanno arrestato ieri mattina, alle prime luci dell'alba, in esecuzione della misura cautelare della custodia in carcere disposta dal Gip Maria Luisa Bruno, su richiesta del sostituto procuratore Francesco Augusto Rio della Procura di Enna.
L'accusa per l'uomo è di maltrattamenti in famiglia. Gli episodi che hanno fatto scattare l'ordinanza di arresto sarebbero avvenuti tra il 10 gennaio del 2011 e il 18 agosto di quest'anno.
Le indagini sono partite proprio il 18 agosto scorso quando la Procura, dopo l'ennesimo litigio, ha delegato i militari barresi a procedere ad un'attività investigativa specifica nei confronti del pregiudicato, per accertare eventuali altri episodi di violenza. Gli inquirenti avrebbero scoperto che già dopo il matrimonio l'uomo avrebbe iniziato un uso smodato di sostanze alcoliche e stupefacenti.
Si parla di «serie inaudite di violenze quotidiane», con il lancio di oggetti domestici, minacce di morte e pesanti ingiurie. Lo scorso 21 giugno, a quanto pare, il Marchì avrebbe causato alla moglie la frattura ad un piede dopo averle sferrato diversi calci. I gravi elementi indiziari raccolti sono poi finiti nei giorni scorsi sul tavolo del Giudice per le Indagini preliminari, con la richiesta di arresto per il timore che le violenze potessero essere reiterate. L'uomo è stato trasferito al carcere di Enna, in attesa dell'interrogatorio di garanzia davanti al gip e alla presenza del suo legale.
Al momento dell'arresto è stata anche effettuata una perquisizione domiciliare nell'abitazione del pregiudicato, con il ritrovamento di 0,2 grammi di sostanza stupefacente verosimilmente del tipo hashish e una piantina di cannabis indica coltivata in un vaso.
Il Marchì è anche accusato di resistenza a pubblico ufficiale per un episodio verificatosi lo scorso 18 agosto, quando alla vista dei carabinieri, intervenuti nella sua abitazione dopo una segnalazione, avrebbe detto: «Porti mia moglie in ospedale? …E tua moglie chi la porta in ospedale?».
Il primo maggio del 2011 i carabinieri della Stazione fecero scattare le manette per il suocero e il cognato del Marchì per tentato omicidio. I due congiunti della donna, stanchi delle angherie subite dalla parente, avevano inferto una pugnalata all'uomo, all'altezza del cuore, con una lama da 7 centimetri.

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